lunedì 16 gennaio | 18:22
pubblicato il 28/gen/2014 16:02

Fiat: Farina (Fim-Cisl), la questione della sede e' marginale

(ASCA) - Torino, 28 gen - La questione della sede Fiat e' marginale: lo scrive il segretario generale della Fim Cisl Giuseppe Farina in un lungo intervento su Conquiste del Lavoro il quotidiano della Cisl, alla vigilia dell'incontro tra le organizzazioni sindacali e Fiat domani a Torino.

Farina nel suo articolo ricostruisce la vicenda Fiat, dall'accordo di Pomigliano, all'accordo tra Fondo Veba e Fiat per il controllo di Chrysler, che nei fatti ha disegnato i contorni di ''nuova'' azienda globale, e sottolinea come: ''L'idea che la Fiat debba investire comunque in Italia e mantenere, a prescindere, il quartier generale a Torino in ragione delle sue origini e della sua storia, e' semplicemente illusoria e priva di logica. Prima lo capiamo - scrive Farina - e meglio e'''. ''Quello che conta e' che nel quartier generale della nuova societa' abbiano ascolto le voci dei lavoratori di Fiat/Chrysler in qualsiasi parte del mondo si trovino e che il sindacato di Fiat/Chrysler sappia costruirsi e concepirsi come sindacato globale e come tale, interlocutore autorevole dell'azienda. Farina affronta in ampi passaggi anche il ruolo della politica nazionale e di certa stampa che come scrive il leader della tute blu della Cisl: ''hanno affrontato il tema Fiat sin dall'inizio in maniera ''provinciale'' e demagogica, mentre il mondo stava cambiando, scrivendo come ''gli investimenti hanno bisogno di ambienti politici e amministrativi favorevoli e di relazioni sindacali stabili con regole certe ed esigibili. Qui c'e' una bella differenza tra la situazione italiana e quella di altri paesi'' e cita il caso degli Stati Uniti e del Brasile.Ma questo - scrive sempre Farina - e' vero per l'intera industria italiana che alla base della nostra economia, e' quello che sappiamo fare meglio e' la nostra storia economica; quello che ci ha consentito di diventare negli anni un paese ricco ed evoluto.

L'Italia possiede impianti, tecnologie e presenze industriali in tutti i settori e in tutti i mercati piu' importanti del mondo, a cui si aggiungono cultura, competenze e saperi industriali, che hanno fatto scuola in Europa e nel mondo. E' da qui che bisogna ripartire per rimettere in moto il Paese''.

com/eg/cam

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