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pubblicato il 28/gen/2014 17:16

Fiat: domani inizia la nuova era del Lingotto

Fiat: domani inizia la nuova era del Lingotto

(ASCA) - Roma, 28 gen 2014 - Inizia domani la nuova era della Fiat. La riunione del cda e' uno di quegli appuntamenti storici che sancisce la completa integrazione tra il Lingotto e la Chrysler con la scelta del nome, sede e quotazione. Le ipotesi che circolano sui mercati puntano al modello Cnh con sede legale in Olanda, sede fiscale in Gran Bretagna, quotazione principale a Wall Street, per favorire l'accesso al mercato dei capitali, e secondaria a Milano.

Ma ancor prima degli adempimenti formali, il primo segnale che Fiat e Chrysler non sono piu' entita' distinte, e' che l'ad Sergio Marchionne fara' una sola conference call con gli analisti finanziari dopo l'esame dei conti preliminari da parte del cda.

Sul fronte dei risultati, il consensus degli analisti e' in linea con i target fissati da Marchionne che nei suoi anni alla guida di Fiat e poi di Chrysler non ha mai fallito di raggiungere. Anzi, in piu' occasioni i risultati sono stati superiori a quanto previsto. Per il 2013 il gruppo che si estende sulle due sponde dell'Atlantico generera' un utile netto di poco superiore al miliardo di euro secondo la media degli analisti rispetto a un target Fiat compreso nella forchetta tra 900 milioni e 1,2 miliardi a fronte di un risultato operativo di gestione a 3,6 miliardi (3,5-3,8 miliardi il target del Lingotto). Dopo gli adempimenti formali per la nascita del nuovo gruppo ci sara' la presentazione del piano industriale in calendario a inizio maggio. Il pieno controllo di Chrysler e soprattutto le prospettive di un polo globale dell'auto hanno incontrato il favore degli investitori. Dall'inizio dell'anno Fiat mostra di gran lunga la migliore performance a Piazza Affari tra le blu chip con un balzo del 26,50% e un progresso del 62% negli ultimi 12 mesi.

La riunione di domani del cda dunque mette il sigillo finale all'acquisizione della Chrysler e rilancia le ambizioni della Fiat sul mercato globale dell'auto, nonostante le difficolta' che la Fiat deve fronteggiare nel vecchio continente e in particolare in Italia con una domanda fortemente depressa dalla lunga crisi e tornata a livelli di 40 anni orsono. L'operazione Chrysler e' stato un clamoroso successo per la Fiat e non era scontato. Dopo il crac della finanza nel 2008-2009 il futuro di GM e Chrysler era in forte dubbio e solo l'intervento della Casa Bianca ha scongiurato il peggio.

Marchionne e la Fiat hanno intravisto l'opportunita' di creare un polo globale dell'auto. Un'operazione accolta all'inizio con un certo scetticismo anche sui mercati visto che solo nel 2005 la General Motors preferiva versare al Lingotto oltre 1,5 miliardi di euro pur di non rilevare Fiat Auto. Chrysler nel secondo semestre 2009 generava perdite per oltre 3,7 miliardi di dollari ma nel 2011 gia' tornavano i profitti (183 milioni) dopo molti anni di conti in rosso e nel 2012 il risultato netto e' balzato a 1,7 miliardi a fronta di 2,4 milioni di auto vendute rispetto a 1,5 milioni di due anni prima.

Fiat si e' assicurata il controllo di Chrysler con un esborso totale di 3,7 miliardi di dollari. Esattamente la meta' rispetto all'investimento realizzato dal fondo Cerberus Capital nel 2007 quando rilevo' la Chrysler e non paragonabile ai 36 miliardi di dollari della fusione infelice tra Chrysler ed i tedeschi di Daimler nel 1998.

did/rf/rob

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