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pubblicato il 25/lug/2014 17:27

Fiat: De Palma (Fiom), Renzi vada a Mirafiori anziche' a Detroit

(ASCA) - Torino, 25 lug 2014 - ''E' cambiato il modello di auto, il presidente del Consiglio, ma la foto resta sempre la stessa dei governi precedenti: pacche sulle spalle e strette di mano, insomma va tutto bene. Siamo alla ennesima ripetizione di una scena gia' vista con altri presidenti del consiglio. Uno spot che copre i problemi che ci sono e sono lasciati ai soli lavoratori. Sia chiaro che la produzione di un nuovo modello e' un fatto positivo, ma non basta''. Cosi' il responsabile nazionale auto della Fiom Michele de Palma sulla presentazione oggi a Palazzo Chigi della nuova Jeep Renegade prodotta nello stabilimento di Melfi, con il premier Matteo Renzi, e il vertice Fiat Sergio Marchionne e John Elkann. ''Il presidente del Consiglio che conferma di voler andare a Detroit per visitare uno stabilimento Fca - prosegue De Palama - potrebbe visitare quello di Mirafiori in Italia in cui si produce ormai solo la Mito e si lavora al massimo tre giorni al mese, quello di Cassino dove per la lastratura e' partito ieri il terzo anno di cassa perche' sono cessate le produzioni della Bravo e della Delta e il lancio del nuovo modello Alfa sarebbe previsto per il 2016, Pomigliano dove e' in produzione la sola Panda e i lavoratori sono in contratto di solidarieta' e ad oggi senza un nuovo modello ci sara' un futuro lungo di ammortizzatori sociali. Il presidente del Consiglio potrebbe chiedere ai lavoratori che produrranno la Renegade come si sta al montaggio con il taglio delle pause e l'aumento dei ritmi. Il presidente del Consiglio potrebbe chieder conto della scarsa rotazione durante la cassa integrazione. Oppure potrebbe recarsi a Termini Imerese dove si riaprirebbero i cancelli chiusi da anni''.

''Questa e' la realta' che vivono i lavoratori della Fca (ex Fiat), - conclude De Palma - oggi non e' il momento di tagliare nastri o aprire portiere ma di lavorare perche' tutti - sindacati, azienda e Governo - facciano la loro parte, perche' tutti i lavoratori possano tornare a lavorare negli stabilimenti e siano garantiti ai lavoratori i diritti, il salario e le liberta' sindacali e si concluda definitivamente il doppio regime di diritti sindacali e siano applicati i precetti della nostra costituzione''.

com/eg

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