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pubblicato il 06/lug/2013 15:36

Fiat: De Palma (Fiom) dopo Consulta, pronti a tornare in fabbrica

(ASCA) - Torino, 6 lug - Appena lo ha saputo, Nina Leone storica delegata Fiom di Mirafiori, ha preso le bandiere del sindacato e si e' messa a fare un carosello con la sua auto, facendo il giro dello storico stabilimento torinese come avesse vinto uno scudetto, assieme alle sue due colleghe e amiche Rosa Carlino e Caterina Gurzi' ''Adesso torniamo in fabbrica per a parlare di futuro ad affrontare il problema dei problemi, dove sono gli investimenti'', dice pero' il responsabile auto della Fiom Michele De Palma: ''Vogliamo tornare a contrattare''. E al governo chiede subito un tavolo istituzionale sul futuro del gruppo. La Sentenza della Corte costituzionale, che ha rimesso in gioco il sindacato dei metalmeccanici Cgil nella guerra legale con la Fiat sulla possibilita' di eleggere Rsa benche' non firmatario del contratto, e' giunta come una liberazione.

Neppure i legali credevano a un pronunciamento cosi' netto. E a Torino oggi nella sede della Fiom di via Sagra di San Michele, si festeggia: i delegati della Fiom del gruppo Fiat in Piemonte si trovano con i loro vertici locali Federico Bellono e Vittorio De Martino, con il loro responsabile auto De Palma, e con il team di legali che hanno presentato i ricorsi alla Consulta, Elena Poli, Enzo Martino e Valentina Pini. C'e' anche Giorgio Airaudo ora paralmentare Sel che fa capolino durante l'assemblea. ''Non speravamo in una vittoria cosi' netta - commenta l'avvocato Martino - quando ho parlato di incostituzionalita' sopravvenuta, vale a dire di una norma, l'art.19 dello Statuto, che poteva anche essere considerata costituzionale, ma non piu' sostenibile nel momento in cui il sindacato maggiore veniva estromesso dalle fabbriche, ricordo il sorrriso di scherno dei legali della Fiat''. Ed e' stata questa considerazione, di sproporzione nelle conseguenze, e' stato spiegato, che ha portato la Consulta a ribaltare un giudizio sull' art.19 di cui piu' volte aveva ribadito la costituzionalita'. La Corte, hanno ricordato i legali, ha sancito l'illegittimita' dell'esclusione dei sindacati anche non firmatari del contratto, ''purche' abbiano partecipato alle trattative''. E su questo aspetto c'e' da attendersi ulteriori echi di battaglia, in quanto sia la Fiat, sia gli altri sindacati firmatari, Fim e Fismic in testa, ritengono che Fiom si sia sottratta al negoziato. ''E' falso - replica De Palma - tanto che sono stati loro ad alzarsi e continuare la riunione in un'altra sala. Noi non abbiamo lasciato nessuno. Siamo stati noi ad essere abbandonati dalla trattativa''. Un punto che secondo Elena Poli e' pacifico, non solo dal punto di vista della ricostruzione dei fatti, ma anche da quello giuridico, in quanto ''La Corte costituzionale non avrebbe deciso se non avesse considerato la questione di legittimita' non solo fondata, ma anche rilevante per le parti in causa''. In altre parole la Corte avrebbe dato per scontata la partecipazione fiom. Ora, spiegano i legali, la sentenza, di cui ne e' soltanto stato anticipato il dispositivo vista l'importanza anche mediatica del caso, verra' depositata, entro fine mese, e poi dovra' essere applicata nei giudizi in corso, una settantina in tutto.

Innazitutto in quelli pendenti, una ventina soltanto in Piemonte, poi anche in appello per quelli conclusi in primo grado. A questo proposito spiega De Palma potra' accadere quanto e' gia' avvenuto proprio ad Atessa dove martedi' prossimo arrivera' l'ad Sergio Marchionne per presentare i programmi del gruppo sullo stabilimento Sevel: la Fiom ha eletto le sue Rsa che godono delle prerogative previste dallo Statuto dei lavoratori ma non quelle migliorative previste dal contratto.

Proprio ad Atessa, in occasione dell'arrivo di Marchionne la Fiom ha organizzato un presidio: ''Vogliamo occuparci - aggiunge - di salute e sicurezza, di futuro industriale e di certezza della democrazia in fabbrica. Quello che andra' in scena martedi' non sara' la realta' della fabbrica, ma un reality, un set cinematografico e vogliamo denunciarlo''.

''Siamo rientrati anche in altri stabilimenti - racconta De Palma - a Suzzara come a Brescia e siamo stati accolti in modo commovente, con un lungo applauso''. Tuttavia avvertono i legali sui tempi non c'e' certezza, ed e' sicuro dicono che ci saranno invece altre resistenze. Per questo ormai entrambe le parti sembrano disposte a mettere tutto in mano al legislatore. eg

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