lunedì 23 gennaio | 07:47
pubblicato il 16/gen/2013 19:21

Fiat: Cgil, preoccupazione per futuro lavoratori Melfi

(ASCA) - Roma, 16 gen - ''La Fiat ha annunciato la fermata di una linea nello stabilimento di Melfi, per procedere alla sua ristrutturazione, e il mantenimento della produzione della Punto, che si svolgera' in ragione dell'andamento del mercato. Pur compatibilmente alla necessita' di sospendere la produzione per adattare le linee, il fermo comportera' un lunghissimo periodo di inattivita' e di cassa integrazione per i lavoratori. Tutto cio' avviene in assenza di una chiara esplicitazione del piano industriale e delle intenzioni produttive della Fiat in merito allo stabilimento di Melfi''.

E' quanto si legge in una nota della Cgil.

''C'e' dunque preoccupazione immediata per il futuro dei lavoratori diretti, ma altrettanta inquietudine la crea la situazione dell'indotto - prosegue il sindacato nella nota -. Una sospensione di una parte cosi' rilevante della produzione, per un periodo cosi' lungo, e l'incertezza su quella rimanente, mette in grave crisi tutto l'indotto, gia' oggi pesantemente gravato dalla cassa integrazione straordinaria. E' un tema che non e' presente nei commenti che abbiamo sino ad ora sentito ma che dovrebbe preoccupare e coinvolgere non solo l'azienda, che va ricordato proprio a Melfi ha attuato un modello integrato tra produzione e fornitura, ma anche le istituzioni locali e nazionali''.

Per la Cgil ''un ulteriore aggravamento delle condizioni di fornitura per l'indotto comporterebbe un inevitabile ricorso a nuova cassa integrazione che, in questo caso, non potrebbe che essere in deroga, con tutti i problemi e le conseguenze che questo comporta. Piu' volte la Confederazione - si ricorda nella nota - ha chiesto di affrontare questi nodi e di aprire un confronto senza preclusioni sul futuro dello stabilimento lucano e del suo indotto. Ad oggi, in assenza di una sede appropriata di discussione, restano oscure le intenzioni della Fiat, in particolare sul rapporto tra investimenti previsti e mantenimento dell'intera capacita' produttiva. L'assenza di chiarezza e di confronto - conclude la Cgil - e' la peggiore scelta di politica industriale che l'azienda potrebbe compiere''.

red/glr

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