martedì 17 gennaio | 12:46
pubblicato il 07/mag/2013 16:03

Fiat: Altavilla tace su Mirafiori. Delusione a convegno Anfia

(ASCA) - Torino, 7 mag - Nessun riferimento a Mirafiori. E l'omissione di Alfredo Altavilla, chief operation officer per Europa, Africa e Medio oriente del gruppo Fiat, non passa inosservata al convegno Anfia di Torino, a cui partecipano in gran maggioranza componentisti del Piemonte, anche se sono accorsi numerosi, oltre 350, anche da altre parti d'Italia. Al convegno sul futuro dell'industria della fornitura automotive in Italia, Altavilla indica tra le ''location industriali piu' significative'' nella strategia del gruppo, Grugliasco, dove si produce la Maserati, Pomigliano, dove si fa la Panda, e Melfi, dove, dice, saranno realizzate la Punto, la 500X e la nuova Jeep Suv per tutti i mercati mondiali. Non spende una parola per lo stabilimento torinese, il cui stop produttivo sta costando gia' parecchio all'indotto del territorio, 4900 posti di lavoro secondo la Fiom dal 2008 ad oggi, e neppure per Cassino. In platea il passaggio viene sottolineato con delusione, malgrado il padrone di casa il presidente della componentistica Anfia Mauro Ferrari, che per la prima volta dopo il divorzio Fiat dall'associazione del 2011 ha portato uno dei top manager del Lingotto a intervenire dal palco, sottolinea fiduciosamente che ci sono ''allo studio delle ipotesi, di cui non si puo' ancora parlare e di cui non sappiamo pero' molto di preciso''. Ipotesi che potrebbero valere un altro miliardo di investimenti per le linee e altrettanto per l'indotto, una vera boccata d'ossigeno di cui pero' non si colgono ancora segnali concreti. Secondo Ferrari comunque la porta non e' chiusa e in parte la sua opinione viene condivisa da altri imprenditori.

Pierangelo Decisi, presidente Sigit, componenti in plastica con oltre 700 dipendenti in diversi stabilimenti anche oltre confine, sottolinea la concretezza di Altavilla, che ha dato conto soltanto di ''politiche industriali coerenti e certe''.

Ma dietro la garanzia dell'anonimato emergono invece i dubbi di sempre. ''Non ha citato Cassino e Mirafiori, perche' saranno probabilmente due stabilimenti che si estingueranno per consunzione'', dice un imprenditore che ha gia' sperimentato sulla sua pelle e su quella della sua azienda la crisi di questi anni. ''Ad ogni modo - aggiunge - anche la prospettiva di 50mila vetture Maserati (dal 2015, ndr) non e' in grado di garantire le commesse all'indotto esistente''. ''L'industria manufatturiera italiana - aggiunge Altavilla - rappresenta un patrimonio di eccellenza unico al mondo ben rappresentato da voi, in questa sala. Con molti di voi siamo partner, e io vi parlo come si fa con i partner. Io considero la supply chain un patrimonio dell'azienda, fondamentale per il suo successo''. Nei prossimi anni riassume Altavilla il Lingotto puntera' sui brand piu' prestigiosi e sulle famiglie di modelli di maggior successo. Occorre quindi, esorta Altavilla, ''produrre in Italia, prodotti a elevata qualita', con una visione e una prospettiva globale: questo e' il fattore chiave che garantira' un vantaggio competitivo a voi e a noi''. Un percorso non facile, con risultati non garantiti. Ma aggiunge, accettare la sfida ''oggi vuol dire essere pronti, aperti al cambiamento''.

E ricorda che le aziende italiane che collaborano Fiat ''sono da tempo protagoniste di un comune processo di innovazione e sviluppo tecnologico''. Cita a questo proposito la Tecno Tessile Adler che ha inaugurato la fabbrica piu' grande d'Italia per la produzione di fibra di carbonio destinata al settore auto, dove nasceranno i telai Alfa Romeo, i sistemi frenanti della Brembo, Susta per lo stampaggio in alluminio, o ancora Landi Renzo e BRC, fondamentali per il mantenimento della nostra leadership nei propulsori bi-fuel. La strada e' questa, sottolinea Altavilla. ''Gli imprenditori si aspettavano un messaggio sulla prospettiva dell'area torinese - replica Claudio Chiarle, segretario torinese della Fim Cisl anche lui al convegno - non e' arrivato''. Un consulente aziendale, diventato libero professionista dopo 40 anni di Fiat, rivela che effettivamente il silenzio su Mirafiori e' stato accolto con amarezza tra i suoi colleghi in sala, ''ma cio' che conta - puntualizza - e' che qui rimanga la testa del gruppo, la capacita' decisionale e di progettazione e se l'anno scorso tutto taceva dal fronte degli enti centrali, quest'anno la direzione tecnica ha gia' provveduto a 200 assunzioni, un segnale importante per il futuro''. eg/rf/ss

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