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pubblicato il 29/lug/2014 18:43

Fiat: a Torino va in scena l'ultima assemblea e si chiude un'epoca

(ASCA) - Torino, 30 lug 2014 - Quella di venerdi' prossimo che si svolgera' al Lingotto per approvare la fusione con Chrysler sara' l'ultima assemblea della Fiat in Italia e soprattutto a Torino. Con il trasloco della sede legale ad Amsterdam, e di quella fiscale a Londra, la societa' convochera' d'ora in poi i suoi soci nella capitale olandese seguendo le orme di Cnh Industrial che nell'aprile scorso li riuni' all'hotel Hilton, dove si presentarono gli azionisti principali, qualche piccolo azionista locale, un po' di giornalisti, e il tutto si concluse in meno di due ore.

L'amministratore delegato Sergio Marchionne non ha mai fatto mistero di ritenere di scarsa importanza dal punto di vista simbolico il luogo della sede: ''Io vivo in aereo per me non fa molta differenza'', ha affermato in passato, sottolineando invece che il domicilio del gruppo e' legato alle opportunita' offerte dai paesi ospitanti. Ma il passaggio e' comunque storico. Questa e' l'ultima recita.

L'ultimo di una lunga serie di appuntamenti che ha scandito in questi anni molto di piu' della vita di un'azienda.

L'assemblea degli azionisti Fiat a Torino e' stata in questi decenni un evento non soltanto finanziario, ma un modo per misurare il rapporto tra la casa automobilistica e la citta' che la fece nascere, che per molto tempo e' anche vissuta in una relazione simbiotica con le sue fabbriche, e che ha sempre avuto, anche in tempi piu' recenti, con la produzione abbattuta dalla crisi e con l'abbandono di tante aree produttive, un legame speciale. Cosi' come con la famiglia Agnelli, soprattutto con il patriarca Giovanni e oggi con la nuova generazione rappresentata da John Elkann nipote dell'Avvocato e da Andrea Agnelli figlio di Umberto. E' per questo che, quasi sempre, le assemblee Fiat, prima al centro storico di corso Dante, poi al rinato Lingotto, sono state soprattutto delle interessanti, e spesso lunghissime, rappresentazioni, il palcoscenico di un'umanita' varia e profondamente torinese.

Talvolta anche per qualche espressione in dialetto, intraducibile e quindi per sempre perduta nelle prossime versioni in inglese delle convention oltre confine.

Assemblee in cui piu' che in ogni altra azienda italiana quotata in Borsa, si e' discusso di tutto, a cominciare dalla Juventus, naturalmente.

Argomento certamente connesso in quanto societa' controllata, ma a dir la verita' piu' legato alle emozioni, e a quelle promesse dell'Avvocato innanzitutto, che ai conti. In questi eventi, e prima che i minuti degli interventi venissero contingentati, hanno tenuto banco azionisti, non sempre disturbatori di professione, che rappresentavano la Torino che oggi si direbbe 'del fare', quella operaia e dei colletti bianchi. Riconoscenti alla fabbrica e alla famiglia Agnelli per aver trovato dignita' nel lavoro, lo stesso celebrato da un altro torinese come Primo Levi. Ma anche sindacalisti combattivi, primo fra tutti Giancarlo Guiati, allora segretario della quinta lega Fiom e oggi apprezzato manager pubblico. Fino a Giorgio Airaudo oggi parlamentre Sel, passando per Carlo Pariani dell'ex stabilimento di Arese. E alle assemblee Fiat le deviazioni dall'ordine del giorno sono state a lungo all'ordine del giorno. Soprattutto in passato, sotto la gestione dell'Avvocato, benevolmente tollerate, come quando un azionista non esito' a presentare il suo progetto per un ponte sullo stretto di Messina. Altri tempi. Di cui il nuovo vertice non sente alcuna nostalgia. Il legame con le radici, una parola richiamata piu' volte soltanto pochi giorni fa da Marchionne ed Elkann inaugurando il nuovo centro direzionale di Mirafiori, sara' dimostrato in altro modo, forse meno sentimentale, ma cruciale in questa fase: con gli investimenti. E la citta' ormai consapevole delle strategie del nuovo gruppo globale, a cominciare dal suo sindaco Piero Fassino, sembra accettare il cambio di registro, mandando in soffitta la retorica, i suoi luoghi e i suoi contorni. A patto che arrivino segnali concreti.

Torino ha gia' sperimentato la rinascita della ex Bertone, grazie alle vetture Maserati, ora si attende la riscossa per le Carrozzerie di Mirafiori. E il relativo annuncio potrebbe essere una delle sorprese di quest'ultima assemblea torinese.

eg/dsk

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