lunedì 23 gennaio | 13:56
pubblicato il 30/gen/2013 17:28

Fiat: a Grugliasco folla di autorita' e imprenditori ma nessun ministro

(ASCA) - Torino, 30 gen - Stabilimento strapieno di autorita' questa mattina a Grugliasco per la presentazione del 'rewamping' imprenditoriale che ha trasformato la ex Bertone gia' condannata al crack in una delle fabbriche di punta del gruppo Fiat a cui saranno affidati i modelli di lusso della Maserati, a partire dall'ammiraglia Quattroporte gia' in produzione e prossimamente la Ghibli. Diverse centinaia gli ospiti trasportati dentro i capannoni, piuttosto distanti dai cancelli, con le navette, una circostanza di premura e di sicurezza che ha comunque consentito anche di evitare la manifestazione davanti all'ingresso di corso Allamano della Fiom, che storicamente e' il sindacato maggioritario a Grugliasco, ma e' anche tenuta fuori dai cancelli in base alle nuove regole contrattuali. C'era questa mattina il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, c'era una buona parte del management Fiat a partire da Alfredo Altavilla, John Elkann con la moglie Lavinia, e tutto il cda, a cominciare da Gian Maria Gros Pietro, che per la prima volta nella storia si e' riunito nel pomeriggio proprio nello stabilimento di Grugliasco, riecheggiando un po' quanto fatto dalla Juventus in passato nel nuovo stadio appena ultimato.

Tantissime le autorita' locali, a partire dal sindaco di Torino Piero Fassino, e da Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, poi il sindaco di Grugliasco Roberto Monta' e il suo predecessore Marcello Mazzu'. Numerosa la rappresentanza sindacale con Giuseppe Farina della Fim, Eros Panicali della Uilm, Antonio D'Anolfo della Ugl, il segretario della Fismic Roberto Di Maulo. Vasta anche la platea degli imprenditori innanzitutto della meccanica con il presidente Amma, Alberto Dal Poz, quello dell'Unione industriale, Licia Mattioli, con cui la Fiat a differenza di Confindustria ha continuato a tenere i rapporti. Agli industriali dell'indotto questa ripartenza, in attesa di quella di Mirafiori manda un segnale di speranza. Non c'erano rappresentanti del governo, neppure quelli piemontesi, come il ministro del Lavoro Elsa Fornero che pure era andata a Pomigliano per un'occasione analoga. Non c'era il premier uscente Mario Monti, a Bruxelles, che aveva presenziato a Melfi sollevando qualche polemica per un presunto avvio di campagna elettorale proprio nella fabbrica lucana. E a scanso di equivoci Marchionne durante il suo intervento in fabbrica, pur in un passaggio sulle polemiche per la Cig a Melfi, ha avvertito: ''Non abusiamo della Fiat per fini politici'. eg/rf/ss

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