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pubblicato il 10/mag/2013 19:21

Ferriera Servola: Zanonato con Serracchiani, soluzione modello Piombino

(ASCA) - Trieste, 10 mag - Per l'impianto siderurgico della Ferriera di Servola il Governo studiera' un provvedimento che consenta l'inserimento del sito tra quelli di ''crisi industriale complessa'', al pari di quanto e' stato definito nello scorso mese di aprile con un apposito decreto per l'area di Piombino, cosi' come espressamente richiesto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. E' questo l'impegno del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, nell'incontro oggi con la presidente della Regione, Debora Serracchiani, cui hanno partecipato assessori regionali, parlamentari, il commissario di Governo Maria Adelaide Garufi, i sindaci di Trieste e Muggia, Roberto Cosolini e Nerio Nesladek, la presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, il commissario straordinario della Lucchini spa Piero Nardi.

Due le ipotesi esaminate. Quella di un emendamento al decreto Piombino (che sta per andare all'esame delle due Camere per la conversione in legge), includendo Trieste - seppur in modo distinto ed articolato - nel provvedimento che riguarda l'impianto siderurgico toscano. Oppure, ma solo qualora non sia possibile, un decreto ''ad hoc'' per la Ferriera.

L'inserimento del sito triestino nelle cosiddette crisi industriali complesse consentirebbe, attraverso procedure semplificate e con finanziamenti statali, la bonifica e la riqualificazione del sito, assieme al rilancio economico e occupazionale. In proposito la presidente Serracchiani ha anche reso noto di aver inviato una lettera al vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, affinche' la Ue possa considerare il sito di Trieste tra quelli italiani che riguarderanno il Piano della siderurgia europea, e comunque per avviare un dialogo per poter usufruire dei finanziamenti europei sulle riconversioni industriali.

Per il ministro Zanonato la situazione che sta attraversando la Ferriera di Servola e' emblematica di quella che sta interessando l'intera siderurgia europea, condizionata dall'affacciarsi sul mercato di produttori di acciaio e ghisa che operano in aree dove i costi sono piu' bassi.

Per Trieste, dunque, vi e' la precisa ''volonta' di procedere nel modo piu' rapido possibile'', partendo dai contenuti del Piano industriale sul futuro della Lucchini, che il commissario Nardi presentera' a giugno tenendo comunque conto che la chiusura dello stabilimento, prevista a fine 2015, sara' anticipata; e facendo riferimento alla bozza di accordo di programma per la riconversione dell'area di Servola, predisposta dalle istituzioni locali e dalle rappresentanze sindacali.

L'incontro con il ministro Zanonato e' stato anche l'occasione per fare il punto sulle tante altre crisi aziendali in Friuli Venezia Giulia, che secondo la presidente Serracchiani sono tutte molto complesse e comportano la necessita' di tutelare lavoratori, famiglie, territori. Da qui la richiesta di mantenere uno stretto contatto con il ministero.

fdm/sam/

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