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pubblicato il 31/ott/2014 13:11

Ferrari e Fiat si separano, ma mito Maranello va oltre proprietà

Il simbolo del made in Italy è valutato 4 miliardi di euro

Ferrari e Fiat si separano, ma mito Maranello va oltre proprietà

Roma, (askanews) - E' il simbolo del made in Italy e oggetto del desiderio a tutte le latitudini, dagli sceicchi arabi ai nuovi ricchi russi e cinesi. La Ferrari è il marchio italiano più conosciuto e apprezzato al mondo. Per Brand Finance vale 4 miliardi di euro, nessuno in Italia raggiunge quel valore. Chrysler e il Cavallino rampante hanno conquistato le prime pagine della stampa internazionale dopo l'annuncio della separazione tra Fca e Ferrari. Ma l'azienda di Maranello ha sempre dimostrato una personalità che va oltre gli assetti proprietari: uno spirito di indipendenza che le è stato trasmesso dal fondatore.

La Ferrari entra nell'orbita della Fiat nel 1969 ma gli Agnelli hanno sempre mantenuto una rispettosa distanza rispetto al Cavallino. Adesso qualcuno teme che la Ferrari diventi americana. Pochi ricordano che negli anni sessanta Enzo Ferrari aveva aperto le porte di Maranello alla Ford. Ma il Drake stracciò l'accordo quando scoprì che gli americani avevano inserito una clausola per poter decidere anche sulla gestione sportiva. Una limitazione inaccettabile per il fondatore del cavallino.

E' allora che scende in campo la Fiat. Lo stesso avvocato Agnelli raccontò a Enzo Biagi i retroscena dell'accordo. Enzo Ferrari e il figlio Piero attraverso i cancelli di Mirafiori su una rossa fiammante. Il Drake e l'avvocato si chiusero in una stanza e uscirono solo quando venne raggiunta l'intesa. Tra storia e leggenda l'accordo fu sancito da una semplice stretta di mano e formalizzato due anni più tardi. E solo vent'anni dopo, alla morte di Enzo Ferrari, venne reso noto che la Fiat vantava un diritto di prelazione fino al 90% dell'azienda di Maranello.

Adesso inizia un nuovo romanzo. Ma nello spirito della Ferrari la proprietà e i titoli azionari contano poco. E' ancora un'azienda che produce per mantenere la scuderia sportiva e alimentare il mito.

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