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pubblicato il 19/feb/2014 15:10

Federutility: quasi raddoppiata presenza donne nei cda

(ASCA) - Roma, 19 feb 2014 - Federutility, le aziende di pubblica utilita' parte di un'importante rivoluzione. Nei Consigli d'Amministrazione 93 donne nel 2013, erano 57 nel 2011.

In meno di un biennio la presenza delle donne nei Consigli di Amministrazione delle Utilities e' quasi raddoppiata. Erano 57 nel 2011 e sono 93 a fine 2013, laddove i cda rinnovati nel corso del 2013 sono passati da 242 membri complessivi a 215. E' questo un primo effetto della legge 120/2011 (e il relativo Dpr 251/2012) che ha stabilito obblighi di ''equilibrio di genere'' per le societa' quotate in Borsa e per le societa' a controllo pubblico. In sede di prima applicazione - a partire dal 12 agosto 2012 per le quotate e dal 12 febbraio 2013 per tutte le altre - la legge ha previsto che al primo rinnovo utile gli organi amministrativi e di controllo siano composti da donne per un quinto; per un terzo nei successivi due rinnovi.

Il dato emerge dall'indagine di Federutility - la Federazione delle aziende di servizi pubblici dei settori energetico ed idrico -, che da alcuni anni rileva la presenza qualitativa e quantitativa delle donne nelle aziende associate. I settori industriali di Acqua ed Energia rivelano un aumento significativo delle donne, non solo nei cda, per effetto di legge, ma nell'organizzazione interna alle aziende dove crescono soprattutto le responsabili di strutture tecniche (+15%), commerciali e marketing (+22%) e di comunicazione e relazioni esterne (+20%). Un elemento spicca su tutti: a capo dei laboratori degli acquedotti nelle piu' importanti citta' italiane ci sono donne.

''Dai risultati si evince che la presenza femminile nei cda delle Utilities e' cresciuta in modo significativo e positivo, testimoniando con i numeri non solo l'efficacia della legge, ma anche il positivo e crescente contributo manageriale che le donne esprimono nelle nostre aziende''.

Cosi' Anna Ferrero, coordinatrice della ricerca e del gruppo di lavoro ad hoc che Federutility ha da tempo costruito. ''Il processo di liberalizzazione che ha caratterizzato il settore dei servizi pubblici - osserva Ferrero - ha facilitato le politiche meritocratiche e l'equita' interna, premiando in particolare le competenze specifiche. Le donne sono state, e lo saranno ancora, fautrici del cambiamento e dell'evoluzione del comparto''.

La rilevazione si riferisce ad un arco temporale compreso tra il 2011 e il 2013. ''Gli effetti piu' marcati - osserva Ferrero - si registreranno nel prossimo biennio, quando tutti i cda saranno rinnovati secondo le nuove norme. Da qui - conclude - ci aspettiamo le novita' piu' interessanti''. Sul processo di apertura alle donne nei vari livelli organizzativi delle utilities, le ricerche hanno registrato che ''il cambiamento piu' profondo e marcato avviene all'interno delle aziende, nelle quali abbiamo osservato gia' dalle precedenti indagini un aumento delle presenze femminili nei settori tecnici, commerciali e customer care, segno che il cambiamento - prima che come obbligo di legge - e' partito come effetto di una nuova cultura aziendale''.

com-ram

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