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pubblicato il 22/gen/2015 14:39

Federalimentare: stop calo consumi 2014, stime positive per 2015

Scordamaglia: "ripresa è fragile, servono azioni lungimiranti"

Coldiretti: produzione alimentare in controtendenza, +1,3%

Roma, 22 gen. (askanews) - Dopo una serie negativa durata sei anni, il 2014 segna l'arresto della riduzione dei consumi alimentari degli italiani che, con 215 mld di spesa, tornano piatti, con prospettive di lieve crescita (+0,3%) per l'anno in corso.

Il settore agroalimentare - secondo comparto del manifatturiero con un fatturato di 132 mld di euro, 58mila imprese, 385mila addetti diretti e altri 850mila impiegati nella produzione agricola - apre dunque l'anno con un segnale positivo che si accompagna alla crescita della produzione dell'agroindustria stimata per il 2015 a un +1,1% (+0,6% nel 2014) e alla ripresa dell'export (+3,1% lo scorso anno) stimata intorno al 5,5% nel 2015.

"Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto al passato, ma l'errore peggiore sarebbe lasciarsi andare a facili ottimismi. La ripresa è fragile. Per consolidarla servono azioni lungimiranti". A sottolinearlo il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia presentando il bilancio 2014 e le prospettive 2015 del settore agroalimentare. "Il calo di euro e greggio e il miglioramento del credito per le famiglie e le imprese - ha dichiarato Scordamaglia, alla sua prima conferenza stampa da presidente della federazione confindustriale - sono incentivi importanti di sviluppo, ma non sufficienti per un sistema povero di capacità auto-propulsive". Federalimentare apprezza molto l'attenzione mostrata dall'attuale governo al settore, come dimostrato dall'istituzione di un tavolo imprese alimentari ed esecutivo e dal ripristino dei fondi per 130 mln di euro per il piano del Made in Italy. "Bisogna però che a questo corrisponda anche il superamento dell'inerzia di certa burocrazia che rischia di compromettere il nostro rilancio".

In particolare, ha aggiunto il numero uno di Federalimentare, "bisogna bloccare misure autopunitive come l'aumento progressivo dell'Iva (3,5 punti nei prossimi 3 anni), che riaffosserebbe i consumi. I nuovi aumenti di accise su birra e superalcolici dal 1° gennaio, le proposte di fughe normative in avanti rispetto a legislazione Ue non ci hanno fatto iniziare l'anno con serenità. Chiediamo maggiore attenzione e sostegno verso un settore chiave del manifatturiero per valore, occupazione e imprenditorialità, che quest'anno rappresenterà il Made in Italy all'Expo".

"Abbiamo molto apprezzato - ha sottolineato Scordamaglia - la pausa di riflessione del governo sul reverse charge",misura contenuta nella legge di stabilità che avrebbe portato una perdita di liquidità stimata in 8 mld di euro innescando ricadute a catena nel settore.

(segue)

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