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pubblicato il 03/lug/2014 10:35

Farmaci: Farmindustria, pronti a investire 1,5 mld in 3 anni

(ASCA) - Roma, 3 lug - Un'inversione di tendenza che 'fa bene all'Italia e alla sua economia'. Farmindustria ha annunciato stamane nel corso dell'Assemblea pubblica che le imprese del farmaco sono pronte a investire almeno un miliardo e mezzo di euro nei prossimi tre anni, di cui 470 milioni gia' dichiarati. E a creare 2.000 nuove opportunita' di lavoro per i giovani. Aziende competitive a livello internazionale, come dimostrano quelle a capitale italiano con 50 acquisizioni e 300 insediamenti fuori dai confini nazionali, negli ultimi 15 anni. E quelle a capitale estero che hanno una forte presenza in Italia con poli mondiali per la produzione e la Ricerca. Cambiare il trend e' possibile. La parola d'ordine e' crescere con il contributo delle produzioni di qualita' e di grande contenuto innovativo. Caratteristiche tipiche del settore farmaceutico che mette cosi' in risalto il suo valore manifatturiero. Un'industria che puo' essere considerata ormai una nuova specializzazione del made in Italy. Nella classifica Ue per produzione, infatti, solo la Germania precede il nostro Paese, che pero' e' il primo tra i big europei in termini procapite. L'Italia - e' stato ribadito - puo' diventare l'hub farmaceutico d'Europa, grazie ad un ampio numero di imprese e di fabbriche, una solida base produttiva resa competitiva da risorse umane di grande qualita', vera eccellenza del nostro Paese, con il 90% di laureati e diplomati. E all'export di medicinali che ha permesso all'Italia di conquistare, negli ultimi tre anni, il titolo di ''campione del mondo''. Senza dimenticare il ruolo fondamentale dell'indotto e l'eccellenza del mondo scientifico e clinico, confermata dal numero straordinario di pubblicazioni e studi scientifici su riviste internazionali. Ma le aziende farmaceutiche ''vogliono costruire il futuro senza il continuo timore di ostacoli o blocchi''. Chiedono, cosi', di ''velocizzare le procedure burocratiche'' riferite ai nuovi investimenti; ''accelerare l'accesso all'innovazione frenato da troppi vincoli nazionali e regionali''; ''aiutare le imprese a utilizzare i Fondi europei per produzione e R&S; individuare sistemi premiali per i prodotti che contribuiscono agli investimenti; rendere piu' veloci le ispezioni ai siti produttivi''. Interventi da accompagnare a una revisione del Titolo V della Costituzione, per riportare ''al centro'' - e quindi al Ministero della Salute e all'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) - la politica farmaceutica oggi suddivisa in 21 realta' territoriali. Con pesanti conseguenze per i pazienti che sperimentano sulla pelle la prova tragica della ''lotteria della nascita'', per cui chi vive in una regione puo' contare su elevati livelli di assistenza, mentre chi risiede in un'altra e' costretto a migrare altrove per ottenere la terapia innovativa. Si genera cosi' un pesante 'spread sociale': un farmaco innovativo, che arriva in Italia con 12-15 mesi di ritardo puo' essere disponibile nelle singole regioni con differenze di tempo rilevanti. E dopo almeno 350 giorni rispetto alla Germania. red/mpd

 

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