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pubblicato il 15/giu/2016 13:57

Farmaci, Di Giorgio (Aifa): chi compra online sottostima rischio

Internet porta d'accesso pericolosa, serve sensibilizzare

Farmaci, Di Giorgio (Aifa): chi compra online sottostima rischio

Roma, (askanews) - Crescono i farmaci acquistati illegalmente online, come dimostrano i recenti maxisequestri doganali di prodotti medicinali contraffatti e pericolosi. Ma oltre ad una forte attività di controllo su un mercato spesso in mano a organizzazioni criminali diventa fondamentale sensibilizzare sul tema i consumatori, consapevoli dell'illegalità dell'operazione ma non dei rischi che corre. Questo in sintesi il quadro della situazione rispetto all'acquisto online da canali non autorizzati e alla necessità di una maggiore consapevolezza del rischio, come evidenzia ad askanews il dott. Domenico Di Giorgio, Direttore dell'Ufficio Qualità dei prodotti e Contraffazione dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco.

"Internet è diventata ormai una porta di accesso alle informazioni sulla salute e anche per l'acquisto di prodotti medicinali che i pazienti vanno a cercare saltando tutti gli anelli professionali, dal medico al farmacista - sottolinea Di Giorgio -. Da qualche mese anche in Italia è legale la vendita online di farmaci da banco attraverso siti che sono controllati e certificati dal ministero della Salute e dalle autorità regionali, però la gran parte dell'offerta che vediamo sul web è chiaramente illegale, oltre il 99% dei siti che vendono farmaci sono illegali. Questo corrisponde a una domanda che è parimenti illegale, per cui quello che noi sequestriamo ogni anno quando facciamo operazioni doganali, è sostanzialmente una tipologia standard, con farmaci rivolti prevalentemente alle disfunzioni erettili, dimagranti magici e steroidi da palestra. C'è un'offerta illegale che si accoppia con una domanda illegale, che è una porta dove vengono infilati prodotti pericolosi di ogni genere".

Emerge chiaro quindi anche il dato della mancata percezione del rischio nell'acquisto online da parte del consumatore:

"Sì, abbiamo fatto delle ricerche in tal senso con la Sapienza, da alcuni anni periodicamente poi si fanno dei controlli sul profilo degli acquirenti online italiani e sui motivi dell'acquisto. Abbiamo anche esplorato la possibilità che l'andare a cercare farmaci su Internet fosse in qualche modo legato alla crisi economica ma non abbiamo trovato riscontri. Invece, con la crescita dell'alfabetizzazione informatica e lo sviluppo degli strumenti di pagamento sicuri online il farmaco è stato progressivamente assimilato alle altre merci. Chi ha una scolarizzazione alta, alfabetizzazione informatica e disponibilità economica ritiene di poter comprare su internet i farmaci così come compra da tempo i libri, i vestiti e qualsiasi altro bene. Quello che sfugge - prosegue Di Giorgio - è che questo canale è completamente illegale e con rischi per la salute correlati, per una tipologia di siti chiaramente gestiti da organizzazioni criminali. Il rischio è quindi molto al di là di quello che uno pensa di sapere delle vendite online. Si possono ricevere farmaci falsificati, tossici, scaduti, senza principi attivi. O copie di farmaci buoni che funzionano ma con qualità non certificata. Si tratta sempre di prendere dei rischi, molto inferiori alle attese di chi compra. Poi è illegale e chi acquista un prodotto a un prezzo 10 volte inferiore sa che sta utilizzando un canale illegale ma sottostima l'attitudine criminale di chi gli vende il prodotto, pensa che quello sta solamente violando dei brevetti mentre invece gli possono vendere un prodotto per un altro, senza principi attivi nel migliore dei casi. In una scatola di medicinali ci possono poi essere 4 compresse senza principi attivi e una con il doppio del dosaggio corretto. Questo perchè c'è assenza di qualità e di controlli".

Sensibilizzare dunque è la risposta corretta: "Su quello stiamo lavorando con un progetto europeo che si chiama Fakeshare con il quale abbiamo sviluppato sia strumenti di intelligence per le forze di polizia, sia campagne in parallelo di comunicazione e informazione per il pubblico. Stiamo facendo anche un lavoro di prospettiva sulle scuole, abbiamo sviluppato con i colleghi di altre nazioni fumetti già diffusi su internet e che verranno diffusi anche in cartaceo nelle scuole perchè bisogna iniziare da subito a formare su questi pericoli. L'Italia è su questo uno dei paesi all'avanguardia però il 99% della domanda è come detto illegale, perchè simmetrico ad una offerta illegale nella stessa percentuale. E' chiaro che il lavoro di sensibilizzazione deve essere allora molto più radicale, quindi è giusto che ad Aifa si affianchino, cosa che stiamo cercando di predisporre, altre voci che aiutino a far giungere al consumatore queste informazioni. L'acquisto su internet non va demonizzato, quello controllato poi è sicuro, però va ricordato e segnalato il grande pericolo a quelle persone che pensano di trovare scorciatoie online, come per il classico perdi 10 kg in 10 giorni, o di accedere a farmaci per le disfunzioni erettili che il medico non ha voluto prescivere, perchè pensano di saperne più del medico. Questo è il segnale che dobbiamo mandare".

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