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pubblicato il 01/giu/2015 13:52

Falciani: contro l'evasione fiscale non bastano i trattati

Al Festival di Trento l'uomo che ha rotto il segreto bancario

Falciani: contro l'evasione fiscale non bastano i trattati

Trento (askanews) - Per contrastare l'evasione fiscale, la fuga dei capitali verso i paradisi fiscali, l'elusione legalizzata non servono i trattati, ma più informazione, più partecipazione delle persone, misure più incisive dal parte dei singoli governi. E' quanto sostiene Hervè Falciani, l'uomo che rivelando la lista di 130 mila correntisti del colosso bancario HSBC, 130 mila evasori che avevano portato i soldi lontano dal fisco dei propri paesi, ha fatto tremare il mondo della finanza.

"Dopo aver lavorato con le amministrazioni che lottano contro i mercati opaci abbiamo visto che non potevano cambiare le cose con i trattati - dice Falciani - E dunque abbiamo deciso lavorare su come potevamo essere meno esposti a quelle mancanze che ci sono oggi nei nostri sistemi di contrattazione internazionali".

Falciani, in Italia per partecipare al Festival dell'Economia di Trento, ipotizza anche delle soluzioni tecniche.

La direzione che abbiamo preso oggi è quella di vedere le cose estendendo il modello della Tobin Tax. Prendere in tutte le transazioni una piccola percentuale di quello che è oggetto della transazione. Dunque se pensiamo non più alle transazioni finanziarie ma economiche possiamo arrivare a un modo di pensare le tasse con meno debolezze di quelle che ci sono oggi e che vengono sfruttate da chi non le paga. Debolezze dovute soprattutto dall'incapacità di valorizzare i benefici"

Raggiungere una maggiore partecipazione e attenzione da parte dei cittadini alle politiche fiscali è per Falciani una strategia necessaria per cominciare ad arginare lo sfruttamento della società da parte degli evasori.

"Gia capire che i trattati non sono efficienti, e che sono basati solo sulla residenza fiscale, e vedi che c'è un mercato delle residenze fiscali, si capisce che non è un modo giusto. Dobbiamo smettere di pensare che con la diplomazia si possa cambiare e lottare in modo efficiente".

Con la sua scelta e il suo lavoro Falciani, ingegnere italo-francese, nato a Montecarlo, ha messo in imbarazzo molti Paesi che, almeno inizialmente, non hanno voluto utilizzare i nomi della lista. Ma ha anche stravolto la sua vita. Un passo che, assicura, rifarebbe.

"Certo è sempre la stesso bisogno: ci vuole un altro mondo, no?".

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