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pubblicato il 21/giu/2013 09:21

Eurozona: si' ingresso Lettonia e ricapitalizzazione diretta banche

(ASCA) - Bruxelles, 21 giu - Si' all'ingresso della Lettonia nell'Euro dall'1 gennaio 2014 e alla ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva stati Esm, che avra' per questo 60 miliardi di euro a disposizione. Sono le decisione raggiunte dai diciassette ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi con la moneta unica nel corso della riunione dell'Eurogruppo. La decisione sulla Lettonia era data come sicura, e infatti non ci sono state sorprese: oggi la parola passera' all'Ecofin ma l'Eurogruppo dopo aver esaminato la lettera presentata dal ministro delle Finanze lituano con tutte le indicazioni ''dettagliate'' delle politiche di riforma ha dato il proprio benestare all'ingresso di un nuovo membro, con la redazione di raccomandazioni per introdurre l'Euro gia' dall'1 gennaio 2014. Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, considera ormai la partita come chiusa.

''Do il benvenuto alla Lettonia nell'Euro'', ha detto al termine della riunione. ''La Lettonia ha raggiunto questo risultato con uno sforzo impressionante''. La questione della Lettonia e' fortemente legata al capitolo relativo al processo di unione bancaria: con l'ingresso del paese questo ''diventera' il diciottesimo membro del Meccanismo europeo di stabilita' (Esm)'', ha ricordato il presidente dello stesso fondo, Klaus Regling. ''Stiamo lavorando per apportare le modifiche necessarie''.

Modifiche sono state introdotte per quanto riguarda l'Esm. E' stato infatti raggiunto un accordo in base al quale il fondo salva-stati permanente potra' ricapitalizzare direttamente le banche dei paesi della zona euro e di tutti quelli fuori dall'Eurozona ma che aderiscono al meccanismo di supervisione bancaria. Per la ricapitalizzazione delle banche l'Esm avra' pero' un tetto di 60 miliardi, ''ma che sara' riveduto se necessario'', ha precisato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. In base all'accordo l'intervento dell'Esm sara' solo successivo, vale a dire che l'iniezione di liquidita' avverra' una volta constatato che gli stati nazionali non hanno saputo provvedere da soli al risanamento delle proprie banche. L'aiuto dell'Esm sara' parziale: alla ristrutturazione delle banche contribuiranno anche gli stati per il 20% delle necessita' complessive per i primi due anni, e per il 10% per i successivi. Prevista inoltra la possibilita' di interventi retro-attivi, ma su questo ''si valutera' caso per caso'', ha precisato Dijsselbloem.

I ministri dei diciassette (diciotto, dato che ha partecipato anche il lituano Rimantas Sadzius) hanno anche discusso dei meccanismi di finanziamento per le piccole e medie imprese.

Il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha infatti presentato una relazione contenente proposte di interventi che potrebbero mobilitare ''fino a 100 miliardi di euro'', ha spiegato. Rehn non e' entrato nel dettaglio: prima di parlare del testo intende sottoporlo al vaglio dell'Ecofin. ''Ne parlero' solo dopo la riunione di oggi''. Oggi l'Ecofin analizzera' tutti questi dossier, oltre a quelli gia' inseriti all'ordine del giorno.

bne/red

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