sabato 03 dicembre | 11:15
pubblicato il 11/apr/2013 10:15

Eurozona: Bce, ripresa da meta' anno. Spingere su risanamento e riforme

Eurozona: Bce, ripresa da meta' anno. Spingere su risanamento e riforme

(ASCA) - Roma, 11 apr - ''La debolezza dell'attivita' economica si e' protratta fino alla parte iniziale del 2013 e per la seconda meta' dell'anno si prevede una graduale ripresa, che e' soggetta a rischi al ribasso''. Lo prevede la Bce nel consueto bollettino precisando che ''in tale contesto generale l'orientamento di politica monetaria restera' accomodante fintantoche' necessario''.

Il dato sul PIL in termini reali - ricorda l'istituto centrale - per il quarto trimestre del 2012 e' risultato modesto; la seconda stima dell'Eurostat indica una contrazione dello 0,6 per cento sul periodo precedente, ascrivibile in prevalenza a un calo della domanda interna, ma anche a una flessione delle esportazioni. I recenti dati e indicatori confermano che la debolezza dell'economia si e' protratta fino alla parte iniziale dell'anno. In prospettiva, la crescita delle esportazioni dell'area dell'euro dovrebbe beneficiare del recupero della domanda mondiale, mentre l'orientamento di politica monetaria dovrebbe contribuire a sostenere la domanda interna. In aggiunta, il miglioramento osservato nei mercati finanziari dopo l'estate scorsa dovrebbe trasmettersi all'economia reale, nonostante le recenti incertezze. Nell'insieme, cio' dovrebbe concorrere a stabilizzare l'attivita' economica nell'area dell'euro e determinare una graduale ripresa nella seconda parte dell'anno. Allo stesso tempo, gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato e le condizioni di credito restrittive connesse seguiteranno a gravare sull'attivita' economica.

Per la Bce tali prospettive economiche per l'area dell'euro restano soggette a rischi al ribasso, che includono la possibilita' di una domanda interna ancor piu' debole delle attese, nonche' una lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali nell'area. Questi fattori potrebbero ripercuotersi sul miglioramento del clima di fiducia e quindi ritardare la ripresa economica.

Ed e' ''fondamentale che i governi intensifichino l'attuazione delle riforme strutturali a livello nazionale e rafforzino la governance dell'area dell'euro, ivi compresa la realizzazione dell'unione bancaria''. Per l'istituto centrale inoltre, i governi ''dovrebbero consolidare i progressi conseguiti nel risanamento dei conti pubblici e proseguire la ristrutturazione del settore finanziario''.

Riferendosi proprio alle politiche di bilancio, la Bce auspica che i paesi dell'area dell'euro moltiplichino ''gli sforzi per ridurre i disavanzi pubblici e proseguire le riforme strutturali; in tal modo la sostenibilita' dei conti e la crescita economica si rafforzeranno reciprocamente''. Per l'istituto centrale ''le strategie di bilancio devono essere integrate da riforme strutturali favorevoli alla crescita che siano ambiziose e di ampio respiro e interessino i mercati dei beni e servizi, compresi i servizi su rete, i mercati del lavoro e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Per promuovere l'occupazione, il processo di formazione dei salari dovrebbe divenire piu' flessibile e meglio allineato alla produttivita'. Tali riforme - per la Bce - aiuteranno i paesi negli sforzi tesi a recuperare competitivita', porre le basi per una crescita sostenibile e favorire il ripristino della fiducia sul piano macroeconomico''.

Quanto all'inflazione, ''le aspettative per l'area dell'euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con l'obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio periodo''. La Bce calcola che ''nell'area dell'euro l'inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC e' scesa dall'1,8 all'1,7 per cento tra febbraio e marzo. Il continuo calo del tasso di inflazione e' riconducibile soprattutto alla componente energetica dell'indice dei prezzi. In prospettiva, l'andamento dei prezzi dovrebbe rimanere contenuto nel medio termine, a fronte della debole attivita' economica nell'area dell'euro. Le aspettative di inflazione sono saldamente ancorate in linea con la stabilita' dei prezzi nel medio-lungo periodo''.

Per la Bce ''i rischi per le prospettive sull'andamento dei prezzi continuano a essere sostanzialmente bilanciati nel medio termine; quelli al rialzo sono connessi a incrementi superiori alle attese dei prezzi amministrati e delle imposte indirette, nonche' ai rincari del petrolio, mentre quelli al ribasso alla maggiore debolezza dell'attivita' economica''.

red/glr

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