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pubblicato il 21/mag/2014 11:11

Europee: banchieri tranquilli. Da Abete hashtag #investitorestaisereno

Europee: banchieri tranquilli. Da Abete hashtag #investitorestaisereno

(ASCA) - Milano, 21 mag 2014 - Il piu' esplicito e' Luigi Abete che, a una manciata di giorni dalle elezioni europee, lancia l'hashtag #investitorestaisereno. Ma quella del presidente di Bnl e' tutt'altro che una voce fuori dal coro. Per il gotha del credito e della finanza riunito oggi a Milano per il Comitato esecutivo dell'Abi, l'esito delle elezioni di domenica non provochera' tensioni sui mercati finanziari ne' balzi dello spread. Chiarisce ancora Abete: ''Non vivo ne' con l'ansia di queste elezioni ne' con la preoccupazione che legittime forme di protesta possano nel medio termine mettere in discussione l'Europa''. E' per questo, evidenzia il banchiere romano, che ''se fossi un investitore mi terrei strette le mie azioni e i miei titoli di Stato. Anzi, lancio l'hashtag #investitorestaisereno''. Abete non ha dubbi: ''L'Europa e' una scelta irreversibile. Non si puo' tornare indietro perche' non conviene, non e' fattibile, e avrebbe un costo sociale ed economico incommensurabile''. Mettere in discussione le istituzioni europee e la moneta unica e' un'ipotesi che secondo il numero uno di Bnl ''non esiste a prescindere dal successo o meno delle forze populiste. Dormiamo tutti sonni tranquilli''. Abete, percio', minimizza il balzo fatto registrare dallo spread nella giornata di ieri: ''I mercati vivono di aspettative, queste tensioni sono fisiologiche''. Dello stesso avviso il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli: ''Sangue freddo e testa fredda, la ragione non si stanca di combattere'', e' il suo invito, nella convinzione che ''lo spread non e' un indicatore di prospettive di lungo termine. Piu' forte e' il calo che si e' registrato, piu' aumenta il rischio di un grande sussulto''. Insomma, secondo Patuelli ''l'aumento dello spread e' il risultato di molti fattori che non puo' essere identificato con uno solo. Ormai la speculazione e' strutturale, in un mercato cosi' competitivo e globalizzato, i grandi flussi finanziari si mettono in movimento in un secondo''. E' proprio perche' ''oggi e' tutto siderale'', che il presidente dell'Abi minimizza il boom dello spread di ieri: ''Non e' che questa settimana io sia preoccupato della settimana scorsa''. Anche per Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Cdg di Intesa Sanpaolo, ''e' difficile fare una relazione tra due fenomeni cosi' distanti'' come l'aumento dello spread e l'approssimarsi della tornata elettorale europea''. Sulla stessa lunghezza d'onda l'ad del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti: ''Non credo che l'andamento dello spread di questi giorni sia legato in maniera sostanziale alle prossime elezioni. Sicuramente c'e' un aggancio, ma non e' l'unico fattore''. Tocca dunque al numero uno del Banco Popolare farsi portavoce dello stato d'animo dei maggiori banchieri italiani in vista delle elezioni europee di domenica prossima: ''Vediamo cosa succede, ma preoccupazioni non ne abbiamo''. fcz/mau

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