domenica 19 febbraio | 13:53
pubblicato il 17/dic/2015 19:53

Europarlamento vara commissione d'inchiesta su frode Volkswagen

Con 354 voti contro 229, 3 astensioni. Il mandato per le indagini

Europarlamento vara commissione d'inchiesta su frode Volkswagen

Bruxelles, 17 dic. (askanews) - Il Parlamento europeo ha deciso, oggi a Strasburgo, di istituire una commissione d'inchiesta composta da 45 membri per indagare sulle violazioni delle norme comunitarie sulle emissioni di ossidi d'azoto (NOx) dalle autovetture e sulla mancata adozione, da parte della Commissione europea e delle autorità degli Stati membri, di misure che garantissero il rispetto delle norme Ue che limitano queste emissioni e vietano di manipolare i test per la loro misurazione.

La proposta di decisione è stata approvata dalla plenaria con 354 voti favorevoli, 229 contrari e 35 astensioni.

Nell'ottobre scorso, dopo che il 18 settembre negli Stati Uniti era scoppiato lo scandalo "dieselgate" (la rivelazione che diversi modelli di auto diesel del gruppo Volkswagen montavano dei "defeat device", ovvero software in grado di manipolare i risultati dei test, riducendo le emissioni di NOx durante le prove di laboratorio), l'Europarlamento aveva votato una risoluzione che chiedeva un'indagine approfondita sul ruolo e sulla responsabilità della Commissione europea e degli Stati membri, chiedendo loro di rivelare ciò che sapevano sulle violazioni delle norme Ue e quali azioni fossero state intraprese per mettervi fine.

La commissione d'inchiesta varata oggi, che fa seguio a quella prima risoluzione, presenterà una relazione intermedia entro sei mesi e quella finale entro un termine di 12 mesi dall'inizio dei suoi lavori.

Le sue indagini, secondo il mandato che è stato approvato, riguarderanno fra l'altro: presunte inadempienze da parte della Commissione riguardo alla verifica dei test di laboratorio utilizzati; la mancata adozione, da parte della Commissione e delle autorità degli Stati membri, di misure appropriate ed efficaci che rendessero effettivo il divieto di montare sulle auto i "defeat device" in grado di manipolare i test di laboratorio; la presunta mancata introduzione, da parte della Commissione, di test che riflettano le condizioni reali di guida; la mancata fissazione da parte degli Stati membri di sanzioni effettive, proporzionale e dissuasive applicabili ai costruttori responsabili delle violazioni.

La Commissione d'inchiesta cercherà anche stabilire se la Commissione e gli Stati membri disponessero di elementi di prova dell'uso dei "defeat device" da parte di Wolksvagen o di altre case automobilistiche prima del 18 settembre 2015.

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