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pubblicato il 10/mag/2013 13:44

Eni: Scaroni, in Libia possibili altri problemi ma sono ottimista

(ASCA) - Roma, 10 mag - Dopo la chiusura del gasdotto durante la rivoluzione del 2011, in Libia ''mi aspetto ancora problemi e complessita' ma credo che dobbiamo essere ottimisti perche' il percorso della democrazia e' partito''.

Lo ha detto l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, rispondendo ad una domanda sulla situazione in Nord Africa di uno studente dell'universita' Luiss, componente di una delegazione invitata all'assemblea degli azionisti.

''In Egitto, Libia, Tunisia ed Algeria - ha detto - Eni e' di gran lunga il primo operatore. Il 30% dei nostri idrocarburi viene dal Nord Africa per cui potete immaginare l'attenzione con cui seguiamo gli avvenimenti in quei paesi''. ''Le evoluzioni sono molto diverse - ha spiegato Scaroni - per Egitto, Algeria e Tunisia noi non abbiamo perso un barile di produzione, pur in presenza di una situazione pararivoluzionria''. ''Non e' facile prevedere cosa ci riservera' il futuro - ha riconosciuto l'a.d. dell'Eni - mi sembra che in Egitto e in Tunisia i Fratelli Musulmani abbiano preso la maggioranza e cerchino di gestire il futuro del paese. Sono regimi sostanzialmente moderati e molto liberisti in economia, favorevoli alla presenza estera e al libero mercato. Quindi a priori non ci aspettiamo problemi''. ''Tutto questo - ha precisato Scaroni - sempre che la sicurezza non venga compromessa e questo e' avvenuto in Libia.

Abbiamo perso la produzione nel 2011 ma grazie ai nostri libici sul posto i nostri impianti sono rimasti intatti''. ''La Libia ha tenuto le elezioni e questo lo considero quasi miracoloso in un Paese dove ogni uomo ha armi in casa.

La situazione non e' ancora stabile, ci sono rigurgiti di violenza tra ex uomini di Gheddafi e i nuovi che sono arrivati. Mi aspetto ancora problemi e complessita' ma credo che dobbiamo essere ottimisti perche' il percorso di democrazia e' partito''. ''L'Algeria e' diversa - ha concluso - il sistema politico e' molto forte e trae origine ancora dal movimento di liberazione del FLN. Il Paese ha vissuto dieci anni drammatici negli anni '90 e credo abbia poca voglia di tornare ad un periodo di violenza. Quanto avvenuto al Sud, nell'impianto di Is Amenas, e' un caso drammatico in un Paese sostanzialmente solido''.

fgl/cam/rob

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