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pubblicato il 11/gen/2016 16:55

Eni: Descalzi chiude a vendita Saipem e ingresso Nord Stream 2

12,5% Saipem vincolato in patto parasociale con Fsi per 3 anni

Eni: Descalzi chiude a vendita Saipem e ingresso Nord Stream 2

Roma, 11 gen. (askanews) - Nessuna cessione in vista di quote di Saipem da parte di Eni. I prezzi di mercato attuali non lo consentono. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi non ha alcuna intenzione di mettere in vendita quote del 30,5% di Saipem ancora in suo possesso dopo aver ceduto al Fondo strategico italiano, nello scorso ottobre, il 12,5% per 463 milioni di euro complessivi. Ad escluderlo è stato lo stesso amministratore delegato che già nei mesi precedenti, dopo l'operazione con Fsi, aveva dichiarato di non avere alcuna fretta nella vendita di quote rimanenti del gruppo ingegneristico controllato da Eni. "Non abbiamo mai considerato né consideriamo alcuna cessione di quote Saipem. Non è all'ordine del giorno né la cessione di quote Saipem né l'ingresso in Nord Stream".

La precisazione è arrivata dopo indiscrezioni che hanno parlano di un coinvolgimento di Saipem nel raddoppio del Nord Stream, il gasdotto che porterà gas russo attraverso il Baltico, approdando in Germania e che è sotto la lente della Commissione europea. Alcune voci hanno ipotizzato un ingresso della russa Rosneft nel capitale di Saipem e di Eni nel capitale di Nord Stream 2 in cui al momento ci sono oltre a Gazprom al 51%, le tedesche Basf/ Wintershall, E.On Rurhgas, l'austriaca Omv, l'olandese Shell e la francese Engie. Ma al momento entrambe le ipotesi sono state scartate anche se ad ottobre scorso, il numero uno di Rosneft, in occasione del forum Eurasiatico di Verona, senza entrare nel merito di un possibile ingresso azionario aveva parlato di forme di collaborazione. "Siamo in contatto con Eni - aveva detto - anche se la possibilità di una partecipazione di Saipem nei nostri progetti deve essere definita anche con quest'ultima".

Eni del resto nel momento in cui ha venduto il 12,5% al Fondo strategico ha vincolato in un patto parasociale con Fsi di tre anni, tacitamente rinnovabile per altri tre, salvo disdette, un altro 12,5%. Mentre l'altro 18% è fuori dal patto che entrerà in vigore alla data di esecuzione del contratto di compravendita che dovrebbe avvenire, entro il 30 aprile 2016, dopo la realizzazione di alcune condizionioni sospensive dell'efficacia della compravendita, tra cui il via libera Consob già arrivato, e quello Antitrust.

Il patto prevede tra l'altro in merito all'azionariato reciproci impegni di stand-still e impegni di lock-up su tutte le azioni apportate al patto e ulteriori limitazioni sul trasferimento di azioni non apportate al patto parasociale.

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