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pubblicato il 13/dic/2013 14:01

Energia: EGaF, politiche Ue rischiano di aumentare emissioni e costi

(ASCA) - Roma, 13 dic - Le attuali politiche energetiche e climatiche europee rischiano di incrementare le emissioni di C02, di appesantire ulteriormente le bollette dei consumatori e comportano un rischio crescente per la sicurezza degli approvvigionamenti. E' quanto sostiene uno studio pubblicato oggi dall'European Gas Forum sugli sviluppi del settore europeo della produzione elettrica fino al 2030. Lo studio elaborato dall'associazione delle 8 principali aziende europee del settore (Centrica, Eni, E.ON Global Commodities, Gazprom Export, GDF SUEZ, Qatar Petroleum, Shell e Statoil) valuta l'impatto della netta divergenza tra la congiuntura attuale e il piano d'azione verso la decarbonizzazione illustrato dalla Commissione europea nella Energy Roadmap 2050. La crisi economica, rileva il rapporto, il basso livello dei prezzi dei certificati per l'emissione di CO2 (ETS), l'importazione di carbone a basso costo dagli Stati Uniti e il rapido sviluppo delle energie rinnovabili hanno portato alla chiusura di centrali elettriche a elevato livello di efficienza alimentate a gas, mentre vecchi impianti altamente inquinanti stanno continuando a operare per un ammontare record di ore di impiego. Di conseguenza, le emissioni di CO2 del settore elettrico stanno crescendo invece di diminuire.

Il rapporto di EGaF, elaborato con il supporto di Poyry, conferma il rischio crescente che il modello di generazione elettrica basato su carbone e rinnovabili possa diventare un sistema consolidato e di lunga durata condecendo verso uno scenario in cui l'Europa non riuscira' a soddisfare i propri obiettivi di decarbonizzazione e in cui le bollette dei consumatori cresceranno entro il 2030 di almeno il 50% in termini reali. l costo del potenziale supporto alle rinnovabili fornito dai sussidi superera' i 500 miliardi di euro nel 2030 ma, malgrado questa spesa, sara' una sfida enorme invertire il trend di rafforzamento del carbone e raggiungere gli obiettivi di lungo termine di decarbonizzazione dell'Unione europea.

L'EGaF ritiene che vadano prese alcune decisioni ''immediate'' come stabilire un obiettivo europeo unico e chiaro di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030; assicurare la tempestiva implementazione delle direttive dell'Unione europea relative alla qualita' dell'aria; considerare, dove necessario, meccanismi di remunerazione della capacita' di generazione elettrica; fornire gli incentivi opportuni per lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche a bassa intensita' di CO2. EGaF ha dimostrato gia' in precedenti studi come il gas naturale sia la strada piu' veloce ed efficiente per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Il percorso ottimizzato di riduzione della CO2 ipotizzato da EGaF per i settori di consumo civile, di trasporto e di generazione elettrica, delinea risparmi di costo complessivi tra i 400 e i 700 miliardi di euro fino al 2030. Questo equivale a circa 140-230 euro all'anno per ogni famiglia europea.

fgl/

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