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pubblicato il 01/ott/2013 11:56

Energia: Confindustria, con politiche efficienza crescita pil e lavoro

(ASCA) - Roma, 1 ott - ''Nel solo periodo 2014-2020 l'adozione delle proposte di policy suggerite dal nostro studio, potrebbero sostenere la crescita della produzione industriale italiana di oltre 65 miliardi di euro, in media all'anno, rispetto allo scenario base, ed un incremento del numero di occupati circa 500.000 unita'''. Lo ha detto il vice presidente di Confindustria, Aurelio Regina nel corso della presentazione dello ''Smart Energy project'' sottolineando che ''particolarmente significativo risulta il contributo al tasso di crescita medio annuo dell'economia che potrebbe raggiungere un valore del 0,5% attraverso l'adozione delle best available technologies''. Per quanto riguarda gli effetti sulla bolletta energetica - ha spiegato Regina - ''l'adozione dello scenario Best Avalilable Technologies potrebbe determinare un risparmio di oltre 5,7 miliardi di euro annui (ovvero circa il 10% della bolletta energetica nazionale). I potenziali benefici in termini del costo della CO2 evitata ammontano ad oltre 270 milioni di euro all'anno''.

Considerate poi le preoccupazioni di impatto per il bilancio dello Stato, sono stati valutati gli effetti complessivi delle possibili politiche di incentivazione.

''L'effetto netto sul bilancio dello Stato - ha ricordato il vice presidente di Confindustria - e' di circa 10,5 miliardi di euro in 7 anni, ovvero l'impatto annuo sarebbe di 1,5 miliardi di Euro. Tuttavia in termini di una valutazione costi-efficacia, a fronte di questo investimento pubblico, il beneficio collettivo lordo sarebbe di circa 42,2 miliardi di euro, ovvero un beneficio netto di oltre 31 miliardi di euro.

In altri termini significa che ogni euro di investimento pubblico ne produce oltre 4 di beneficio collettivo in termini di risparmio energetico e esternalita' ambientali evitate''.

Per Confidustria le aree di intervento prioritarie sulle quali agire nei prossimi anni prevedono: uscire in modo netto da una gestione congiunturale delle politiche per l'efficienza energetica ritrovando le condizioni per un approccio strutturale, coraggioso e soprattutto coerente con gli impegni che in questi mesi il nostro Paese sta assumento in sede Europea; integrare maggiormente le politiche ambientali di sostenibilita' con le politiche energetiche (efficienza e rinnovabili);effettuare una scelta precisa in sede Europea con riferimento a vincoli di spesa che bloccano molti investimenti ad alto potenziale; un confronto continuo con il sistema degli investitori istituzionali, che negli ultimi anni hanno mostrato grande attenzione al tema della green economy, ma sembrano mostrare maggiore difficolta' nell'affidamento dei progetti di riqualificazione energetica; la capacita' di sviluppare accordi di filiera integrati per il mercato nazionale e, soprattutto, internazionale.

red/glr

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