venerdì 20 gennaio | 07:37
pubblicato il 20/gen/2014 16:59

Energia: Autorita', da Robin Hood tax 2,8 mld gettito nel 2010-11

Energia: Autorita', da Robin Hood tax 2,8 mld gettito nel 2010-11

(ASCA) - Roma, 20 gen 2014 - La maggiorazione Ires introdotta con la Robin Hood Tax ha determinato, nel biennio 2011-2012, un gettito stimato di oltre 2,8 miliardi di euro, dei quali 2,4 da imprese del settore elettrico e del gas e circa 400 milioni da societa' petrolifere. A evidenziarlo e' la Relazione annuale sull'attivita' di vigilanza svolta nel 2013 dall'Autorita' per l'energia sul divieto di traslazione della maggiorazione Ires sui prezzi al consumo, disponibile sul sito www.autorita.energia.it.

Rispetto agli accertamenti sul divieto di traslazione, spiega il Regolatore, la Relazione sottolinea che ''il monitoraggio svolto per il triennio 2010-2012 ha evidenziato ancora una volta che una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato''. In particolare, per l'esercizio 2010, la Direzione Osservatorio, Vigilanza e Controlli dell'Autorita', in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza - ha inviato richieste di motivazioni a 87 societa' che presentavano indizi di traslazione; di queste, 14 hanno fornito risposte esaustive, mentre nei confronti delle altre 73 sono previsti ulteriori approfondimenti.

L'addizionale IRES corrisposta da queste 73 societa' per il 2010 e' di 42,3 milioni di euro (su un totale di 527 milioni di euro) e rappresenta l'entita' massima di una possibile traslazione.

Per l'esercizio 2011, su 401 soggetti vigilati, e' stata riscontrata una variazione positiva del margine di contribuzione in 144 casi. L'addizionale IRES dovuta da questi operatori ammonta a circa 508 milioni di euro (su un totale di 1.482 milioni di euro) dei quali 146 milioni sono relativi al settore petrolifero e 362 a quello dell'energia elettrica e gas. ''Ai soggetti che presentano maggiori indizi di traslazione - annuncia l'Autorita' - stanno per essere trasmesse specifiche richieste di motivazione per svolgere gli ulteriori approfondimenti necessari a individuare i casi di possibili condotte traslative''.

Rispetto all'eventuale violazione del divieto di traslazione, l'Autorita' ricorda di non avere poteri sanzionatori e che, come ribadito anche dal Consiglio di Stato, il suo intervento ha portata solo conoscitiva e referente nei confronti del Parlamento.

Il potere sanzionatorio, prosegue, ''e', di fatto, circoscritto alle violazioni della propria regolazione, ad esempio sull'obbligo di fornire la documentazione: quindi, nei casi in cui le imprese non abbiano adempiuto agli obblighi informativi nei termini previsti, l'Autorita' intima formalmente ad adempiere con apposito provvedimento. Nel 2013, a seguito delle intimazioni ad adempiere, l'Autorita' ha avviato 17 procedimenti sanzionatori nei confronti di 13 societa' del settore petrolifero e di quattro del settore energia elettrica e gas''.

com-fgl/

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