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pubblicato il 03/lug/2014 13:45

Energia: Aicarr, non bastano 800 mln in 7 anni per interventi efficienza

(ASCA) - Roma, 3 lug 2014 - ''Il recepimento della direttiva 27/2012 sull'efficienza energetica rischia di essere come la storia della montagna che ha partorito il topolino. In questo caso la montagna e' il grande tema dell'efficienza energetica, il topolino invece gli 800 milioni di euro per sette anni, con i quali si vuole mettere mano ad una serie di interventi che hanno una portata di dimensione indescrivibile per il nostro Paese, tra cui edifici pubblici, edifici industriali e il settore domestico''. Lo scrive in una nota Livio de Santoli, presidente di AiCARR, associazione italiana condizionamento dell'aria riscaldamento e refrigerazione, a proposito del recepimento della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica.

''Si assegna all'efficienza energetica un ruolo marginale, in totale controtendenza con il resto dell'Europa: un impegno di 800 milioni in sette anni, oltretutto cannibalizzati da altri fondi esistenti per l'efficienza energetica, proprio mentre in Gran Bretagna nasce una banca di investimenti verdi, a capitale pubblico, controllata dal Ministero delle Attivita' Produttive del Regno Unito, con una dotazione iniziale di 3 miliardi di sterline. AiCARR ha avanzato in sede di Commissioni parlamentari le sue osservazioni e modifiche alla proposta di recepimento della Direttiva 2012/27/UE'', aggiunge. ''Come e con quali soldi si intendono riqualificare energeticamente almeno il 3% del patrimonio edilizio della pubblica amministrazione centrale come impone la Direttiva 27/2012 e come applicare la Direttiva 31/2010 che prevede che tutti i nuovi edifici, dal 2020 (dal 2018 se di proprieta' pubblica), siano ''ad emissioni quasi zero''? Questo tema , insieme ad altri argomenti collegati, e' di frontiera: si pensi anche alla necessita' di modificare la gestione dei carichi elettrici in modo da spostarli nelle fasce in cui l'energia e' meno cara (continua a imperversare una tariffa multioraria sbagliata ed inutile) che coinvolge l'opportunita' di indirizzare anche le utenze domestiche verso il vettore elettrico, come le pompe di calore, i sistemi di accumulo, l'uso dei veicoli elettrici. AiCARR ha dato il suo contributo attivo sulla diffusione delle tecnologie elettriche che sono penalizzate dall'attuale tariffazione elettrica, di tipo progressivo. In via sperimentale, dalla seconda meta' del 2014, infatti, le pompe di calore elettriche possono accedere alla tariffa D1, che corregge questa stortura tariffaria (Tariffa di tipo flat)'', conclude il presidente AiCARR.

com/red

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