martedì 17 gennaio | 16:04
pubblicato il 17/mag/2011 19:12

Enel/ Stop conversione Porto Tolle. Azienda:A estero se costretti

Consiglio Stato annulla decreto Ambiente. Esultano ambientalisti

Enel/ Stop conversione Porto Tolle. Azienda:A estero se costretti

Roma, 17 mag. (askanews) - Si fa sempre più lontana la possibilità che la vecchia centrale Enel di Porto Tolle (Rovigo) venga riconvertita a carbone. E' infatti arrivato oggi lo stop del Consiglio di Stato al decreto con cui il 29 luglio 2009 il ministero dell'Ambiente aveva dato parere positivo alla Valutazione d'impatto ambientale del progetto. Enel "prende atto con stupore della sentenza" e annuncia che "se necessario" potrebbe portare gli investimenti in altri paesi interconnessi con l'Italia. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri e di stabilimenti balneari, associazioni di pescatori e comitati cittadini, ribaltando il parere dato in primo grado dal Tar del Lazio lo scorso giugno. E in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, la società ricorda che questa decisione "rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del paese e per la riduzione del costo finale dell'energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3.000 posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l'impianto e che avrebbe migliorato di molto l'ambiente con l'utilizzo delle più avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti". Intanto esultano gli ambientalisti. La sentenza "è una vittoria per l'ambiente e per chi, insieme a noi, si è battuto e si batterà ancora perché il futuro energetico del Paese parli di efficienza e rinnovabili e non di fonti fossili", ha affermato Legambiente. In vista dell'avvio dei lavori, previsto per fine anno, Enel aveva già qualificato 400 aziende e indetto 52 gare per un valore di circa 1,8 miliardi di euro pari a circa il 70% dell'intero investimento. L'impianto, ricorda l'azienda, avrebbe attivato ulteriori investimenti per 1 miliardo di euro e diverse centinaia di nuovi posti di lavoro che, uniti a quelli della centrale, comportano la perdita di 1.000 posti di lavoro permanenti (tra diretti e indotto). Quello della riconversione a carbone della centrale Enel a Porto Tolle per il presidente della Regione Luca Zaia è un "progetto irrinunciabile per l'occupazione e il rilancio del territorio", ma "il nostro scopo, come quello di tutte le istituzioni - ha aggiunto - è di operare all'interno di un quadro di assoluta trasparenza nel rispetto delle leggi" e per questo "attendiamo di leggere le motivazioni di questa decisione del Consiglio di Stato e di procedere agli eventuali adeguamenti conseguenti".

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