martedì 28 febbraio | 02:44
pubblicato il 15/mag/2014 12:16

Electrolux: Morandin (Tsipras), lotta paga ma lavoratori pagano pegno

(ASCA) - Roma, 15 mag 2014 - ''Con la firma dell'accordo Electrolux si chiude una delle vertenze industriali piu' lunghe e combattute degli ultimi anni. Sei mesi di scioperi, presidi, incontri, interventi istituzionali e una costante attenzione pubblica e mediatica hanno fatto da coro a questo scontro, partito dall'intenzione di Electrolux di avviare la delocalizzazione nell'est Europa delle attivita' e delle produzioni presenti in Italia. Il governo e' intervenuto, tardivamente e solo negli ultimi mesi in modo piu' efficace''. Lo afferma Paola Morandin, capolista de L'Altra Europa con Tsipras nel Nord Est, ed operaia Electrolux, per la quale ''la conclusione di queste ore vede da un lato l'importante risultato conquistato dai lavoratori: aver bloccato per almeno un triennio la delocalizzazione e definito un aumento degli elettrodomestici prodotti in Italia, con investimenti di processo e di prodotto, prima non previsti nei vari stabilimenti''. Lo stabilimento di lavatrici di Porcia, pur non chiudendo, come programmato inizialmente, ''vedra' ridursi del 40% della propria produzione e la relativa occupazione, tutelata per ora dall'intervento dei contratti di solidarieta''', aggiunge Morandin evidenziando che ''nel contempo il sindacato ha ottenuto la tutela dei redditi dei lavoratori: non vi sono tagli salariali e anche le pause sono salve (escluso Porcia).

Dall'altro la multinazionale ha incassato degli sgravi contributivi collegati ai contratti di solidarieta' (circa 6 milioni di euro in tre anni); ulteriori impegni di finanziamento dalle Regioni sugli investimenti, un pesante peggioramento delle condizioni di lavoro, attraverso un aumento dal 5 al 10% (a secondo degli stabilimenti) dei pezzi da produrre nelle catene di montaggio (si arriva a Solaro e Forli' a produrre in 6 ore cio' che si produceva in 8 ore, anche Susegana dovra' produrre dai 18 ai 22 pezzi in piu' per linea in ogni turno); catene dove gli operai lamentano gia' da tempo una pesante condizione di lavoro. Sono gli operai delle catene di montaggio, delle linee, i piu' sindacalizzati, che pagano il conto del recupero della produttivita'. E' su queste criticita' che nello stabilimento di Susegana le RSU unitariamente hanno espresso una profonda riserva sull'accordo: sulle condizioni di lavoro e di salute e' sbagliato intervenire peggiorandole, quando le prestazioni sono oltre il limite sostenibile''. ''Le politiche di incentivazione all'uscita sono rivolte a questi lavoratori.

Nell'accordo appena firmato hanno tagliato del 60% le agibilita' sindacali degli Rappresentanti sindacali di fabbrica RSU, impoverendo cosi' la capacita' di tutela dei lavoratori - conclude Morandin -. E' sempre piu' urgente una regolazione delle istituzioni europee sui movimenti delle multinazionali presenti in piu' Stati dell'Unione e una politica di convergenza normativa e salariale all'interno dell'Ue, per frenare il dumping sociale''.

red-gbt

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