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pubblicato il 28/gen/2014 15:52

Electrolux: Di Maulo, (Fismic) strumentale accostarla a Fiat

(ASCA) - Torino, 28 gen 2014 - ''Il caso Electrolux evidenzia tutte le storture del sistema Paese e cioe' un fisco troppo alto che squilibra il costo del lavoro penalizzando le retribuzioni, l'assenza di idee di politica industriale e una contrattazione troppo accentrata su contratti nazionali-monstre che non tengono conto delle peculiarita' aziendali''. Il Segretario Generale della Fismic, Roberto Di Maulo, interviene sulla vicenda che riguarda gli stabilimenti italiani dell'azienda di elettrodomestici che ha proposto pesanti tagli di stipendi. ''Le richieste inaccettabili di parte del gruppo multinazionale - afferma Di Maulo - non hanno tenuto neanche conto della proposta di un gruppo di saggi, capitanati da Tiziano Treu e dimostrano l'estrema debolezza del sistema industriale del Paese che rischia di fare la fine del vaso di coccio tra i Paesi del Nord Europa e gli Usa, che hanno investito per tempo in ricerca e sviluppo, e quelli dei Paesi del Bric, che possono contare su costo del lavoro e sull'energia a prezzi bassissimi''. ''La differenza evidenziata dalla multinazionale - spiega il leader Fismic - conteggia in 18 euro all'ora il gap esistente tra le retribuzioni italiane e quelle turche o polacche. Il problema posto dalla multinazionale svedese e' un problema vero con il quale hanno dovuto fare i conti i piloti dell'Iberia (con un taglio del 20% della retribuzione ed un aumento del 25% della produttivita'), i lavoratori tedeschi della Siemens, della Volkswagen, quelli della GM Europa, i francesi della PSA e della Renault e centinaia di migliaia di lavoratori delle piccole e medie industrie in tutta Europa. In queste condizioni - aggiunge di Maulo - sara' sempre piu' difficile fare manifattura in Italia e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti in materia di delocalizzazioni, di utilizzo della cassa integrazione e di numeri insopportabili di disoccupazione, soprattutto giovanile''.''In questo contesto - prosegue il segretario della Fismic - sono sempre piu' pretestuosi e strumentali i commenti di coloro che accostano il caso Electrolux a quello Fiat: in Fiat, infatti, le retribuzioni sono state accresciute anche rispetto al Contratto nazionale metalmeccanici, non sono stati toccati gli orari di lavoro dei lavoratori ed e' aumentato il peso delle organizzazioni sindacali nel confronto strategico con il massimo livello del management aziendale. Appaiono quindi del tutto sterili le polemiche di questi giorni sull'allocazione della sede del nuovo gruppo Fiat-Chrysler: infatti gia' la CNH ha sede fuori dal nostro Paese, cosi' come a lungo l'Iveco ha avuto sede legale in Olanda, cosi' come in Olanda aveva sede legale la joint venture tra Fiat e GM Europa''.

''Cosi' come non accadde nulla agli occupati nei centri direzionali Fiat in Italia nei casi citati- conclude Di Maulo - analogamente non accadra' nulla anche in questo caso.

Stiano tranquilli gli uccelli del malaugurio sempre pronti a profetizzare sventure: la Fiat in Italia nei prossimi anni investira' quasi 10 miliardi di euro finalizzati a rilanciare la produzione automobilistica nel nostro Paese, qualificando il settore auto motive nazionale per produzioni nei segmenti alti del mercato e occupando tutte le maestranze finora in cassa integrazione''.

com/eg

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