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pubblicato il 16/apr/2013 12:00

Editoria/Nasce 'inpiù',bussola on-line nel mare dell'informazione

Quotidiano diretto da Santalmassi. Abete: Aprirsi al nuovo

Editoria/Nasce 'inpiù',bussola on-line nel mare dell'informazione

Roma, 16 apr. (askanews) - Nella crisi da profondo rosso in cui versa l'editoria italiana il gruppo Abete lancia 'inpiù', una nuova sfida che non può non partire dal web e dagli innegabili vantaggi dei giornali digitali. Ma guarda oltre. Nel caos dell'informazione sia cartacea sia on-line, il nuovo quotidiano digitale guidato da Giancarlo Santalmassi si pone l'obiettivo di dare, come suggerisce lo stesso nome, un qualcosa in più al lettore interessato non soltanto ai fatti, ma anche alla loro interpretazione e contestualizzazione. L'esclusiva della notizia, infatti, non è più patrimonio di alcuno. Nell'era di internet, l'informazione arriva ormai attraverso i più svariati mezzi di diffusione. Troppa informazione significa, però, nessuna informazione e molto 'rumore di fondo'. Per questa ragione, Saltalmassi insieme ai giornalisti Pierpaolo Cinti e Giorgio Caroli coadiuvati da un Comitato scientifico di persone specializzate, presieduto da Innocenzo Cipolletta, forniranno commenti, analisi e approfondimenti puntuali sui principali fatti del giorno che potranno essere fruiti dagli abbonati direttamente sui propri smartphone e tablet. "Si tratta di commenti non soltanto autorevoli, ma anche competenti che arriveranno al cliente in modo selezionato e automatico", ha commentato l'editore Luigi Abete in occasione del lancio del quotidiano alla Libreria Fandango di Roma, spiegando che l'obiettivo è quello di creare "una comunità di valori tra chi esprime i commenti e coloro che vi si riconoscono in quanto abbonati". Abete ha quindi posto l'accento sulla necessità anche nel mondo editoriale di guardare al 'nuovo' e non rimanere ancorati al passato. "I problemi non si risolvono cercando di far sopravvivere il 'vecchio' - ha detto - c'è grande spazio nel 'nuovo', ma spesso sia nel mondo dell'economia sia in quello dell'editoria il 'nuovo' viene visto con spavento". "Dal mio punto di vista di editore - ha proseguito - inpiù non è solo un nuovo prodotto di editoria digitale che colma un vuoto ma è anche un filo rosso di interpretazione per orientarsi nell'alluvione quotidiana delle notizie per illuminare scenari e retroscena importanti, per bilanciare l'emotività 'calda' dei fatti con la razionalità 'fredda' dell'interpretazione. Da questo punto di vista inpiù può anche diventare un utile strumento di lavoro per il ceto dirigente cui ci rivolgiamo, che deve prendere quotidianamente molte decisioni e può essere influenzato negativamente dal fiume delle informazioni indistinte". (segue)

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