giovedì 19 gennaio | 03:35
pubblicato il 27/mar/2014 20:18

Editoria: Siddi (Fnsi), basta bonus ai manager che licenziano

(ASCA) - Roma, 27 mar 2014 - ''Basta, per un congruo periodo di tempo, con i premi e con i bonus ai manager e agli azionisti delle imprese che vanno avanti a colpi di stati di crisi, licenziamenti e mega piani di ammortizzatori sociali.

Per loro i premi si concedano solo se la riduzione dei differenziali di rendimento finanziario vada almeno di pari passo con la diminuzione dei differenziali sociali aziendali per i lavoratori''. Cosi', il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, intervenendo oggi a Milano al seminario ''Non c'e' previdenza senza lavoro, per un nuovo welfare dei giornalisti italiani''.

''Nell'impresa editoriale - ha avvertito - questa e' una condizione di credibilita', che deve essere considerata parametro rilevante di efficienza. La discussione aperta, con forte denuncia, dai giornalisti e dalle maestranze Rcs sul piano di bonus per il top management dell'azienda, sospeso poi dallo stesso quadro dirigente 'fino al pieno ripristino della profittabilita' del Gruppo', sia salutare per l'intero sistema. Serve una svolta - ha detto Siddi - anche in termini legislativi, di equita' e di democrazia economica.

Basta allora con sacrifici sul costo del lavoro (per poi non preservare ne' lavoro ne' produzione) senza partecipazione agli organi di controllo gestionale delle imprese''.

Nel mondo industriale dell'informazione, ha ribadito il segretario generale FNSI, ''si pone una grande questione di equita' e credibilita' pubblica, di fronte ai pesanti sacrifici che si chiedono ai giornalisti, le cui prestazioni restano insostituibili, se si vuole preservare autenticita', valore, forza rappresentativa del bene informazione. I giornalisti e il loro sindacato si assumono una parte di responsabilita' in questo processo, accollandosi parte rilevantissima (quasi tutta) dei costi per ammortizzatori sociali (soprattutto i contratti di solidarieta') che tengono in vita imprese e prospettive di rilancio. Ora e' tempo di legiferare in senso riformatore e di smettere con sacrifici unilaterali. Servono nuovi meccanismi di controllo sociale e pubblico. Chi partecipa in forma tanto rilevante a tenere in piedi le imprese, deve poter stare, almeno, nel collegio dei sindaci delle societa' beneficiarie di risorse proprie dei lavoratori''.

com/mpd

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