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pubblicato il 06/set/2013 16:15

Editoria: 'Le Cuoche di Capalbio' raccontano la Maremma per ZigZag

Editoria: 'Le Cuoche di Capalbio' raccontano la Maremma per ZigZag

(ASCA) - Roma, 6 set - ''Capalbio e' diventata Capalbio attraverso quella leva potentissima che e' il cibo, oggi dovremmo dire il food e aggiungerci il wine per fare quell'endiadi fortunata che e' il 'food&wine' italiano in tutte le sue declinazioni regionali, locali, paesane, valligiane e contradaiole''. Ma tutto questo a Capalbio inizia una trentina di anni fa, quando le cuoche cominciarono a spiattare pappardelle e cinghiale, acquacotte e grigliate.

Esce nelle edizioni ZigZag 'Le Cuoche di Capalbio', che ''non e' una raccolta di ricette della tradizione gastronomica di questo angolo di Toscana'',si legge, ma e' un libro che ha preso forma quando l'amministrazione comunale di Capalbio e l'agenzia di comunicazione ZigZag hanno deciso di trasformare un piccolo premio estivo alle cuoche di Capalbio, cioe' alle mogli, alle mamme, alle nonne che si sono messe ai fornelli e hanno attinto alla memoria gastronomica, e riscoperto ricette e modi di preparazione dei cibi, in una occasione di ricerca e di storia. Cosi' Fiorella, Maria, Alma, Irma, Fosca, e i loro uomini, Maurizio, Ado, Palmiro, Alberto Tullio, svelano piccoli segreti di famiglia ripercorrendo antiche ricette e rievocano cosa si puo' nascondere in un piatto di tortelli con sugo di cinghiale o in un pollo alla maremmana... Alma, per esempio rivela come si preparano le 'Beccacce', ma ... in arrosto morto. La storia di queste cuoche e' anche la storia di 'animal spirits' imprenditoriali: se non ci fosse stata Calliope, la piccola osteria con mescita sarebbe rimasta il circolo ricreativo del Pci di Capalbio, aperto dal marito Gino Nardi, che era 'un comunista sfegatato', come ricorda il figlio che porta appunto il nome di Palmiro, e mai si sarebbe sognato di diventare un ristoratore. E invece Calliope subito intui' che il circolo ricreativo poteva diventare la fortuna sua e della sua famiglia. Aveva imparato a cucinare perche' ultima di nove figli di una famiglia di mezzadri, fu affidata gia' a nove anni, alla ricca famiglia dei Magrini di Pistoia per ''imparare a cucinare e servire'' come usava a quei tempi. Le ricette pero' nel libro ci sono: come si fa per esempio a preparare i Girasoli di Maremma con pomodori e vongole? Lo rivela Annunziata Boccagno, che da giovane voleva fare la cuoca. ram

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