venerdì 02 dicembre | 20:50
pubblicato il 10/gen/2013 16:45

Draghi: ripresa a fine 2013. Cose vanno meglio, ma niente relax

Draghi: ripresa a fine 2013. Cose vanno meglio, ma niente relax

(ASCA) - Roma, 10 gen - La Bce ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0,75%, il minimo storico, un sbocco ampiamente scontato. La decisione e' ''stata unanime, quindi non si e' discusso di tagliarli'', ha detto il presidente dell'Eurotower, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa. Un cambio di passo rispetto alla riunione Bce dello scorso dicembre quando si era anche discusso dell'opportunita' tagliare il costo del denaro. Sul piano dell'economia reale nessuna nuova, il ''Mantra'' non e' cambiato: l'economia dell'Eurozona rimarra' caratterizzata da un basso livello di attivita' economica nella prima parte del 2013, per poi riprendersi gradualmente nella seconda parte dell'anno. Le cose vanno decisamente meglio sul fronte della stabilizzazione finanziaria dell'Eurozona, un fatto che ha indotto la Bce a non toccare il costo del denaro. ''Rispetto a sei mesi fa, i rendimenti sui titoli di stato e Cds sono molto piu' bassi di prima, le borse azionarie sono risalite, c'e' stato un significativo afflusso di capitali nell'Eurozona, i depositi bancari nei paesi periferici sono tornati a salire, la frammentazione dei mercati finanziari si sta gradualmente riducendo e la Bce ha ridotto il suo bilancio. Ma tutto cio' non trova ancora riscontro nell'economia reale'' ha detto Draghi. Per questa ragione, Francoforte, pur lasciando i tassi fermi a fronte di una maggiore stabilita' finanziaria, ''non sta pensando all'exit strategy'' dalle misure espansive non convenzionali di politica monetaria, poiche' l'economia e' ancora in stallo. ''Per definire un punto di una svolta'' nella politica monetaria, ha detto il presidente della Bce, ''abbiamo bisogno di segnali di ripresa dall'economia reale''. Qui la palla passa ai governi nazionali che devono continuare, in maniera equilibrata, a risanare i conti pubblici e a fare riforme strutturali in grado di rilanciare l'occupazione che, ha ricordato Draghi, non e' uno degli obiettivi statutari della Bce. Dunque sulla strada della ripresa, il rischio potrebbe risiedere ''nell'inerzia dei governi'', a cui pero' il numero uno della Bce, ha riconosciuto parte del merito dei progressi fin qui conseguiti. ''Ci sono significativi progressi in tutti i paesi dell'Eurozona, dal lato del consolidamento dei conti pubblici, da quello delle partite correnti della bilancia dei pagamenti, dal recupero della competitivita', dal contenimento del costo del lavoro. La maggiore stabilita' non e' dunque solo il frutto dell'Omt (il programma di acquisto dei titoli di stato da parte della Bce per i paesi che chiedessero l'assistenza del fondo salva stati, NdR), ma anche delle decisioni dei governi nazionali'' ha sottolineato Draghi. Insomma, le cose vanno meglio ''ma non possiamo compiacerci, non e' tempo di relax'', tantomeno ''di cantare vittoria'', ha concluso il numero uno dell'Eurotower. men/sam/

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