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pubblicato il 22/ago/2014 12:00

Draghi: politica monetaria non basta, servono riforme strutturali

Intervento a Jackson Hole

Draghi: politica monetaria non basta, servono riforme strutturali

Roma, 22 ago. (askanews) - '''Il problema centrale è di capire quali sono le nostre capacità di influenzare la disoccupazione, così Mario Draghi, presidente della Bce, nel suo intervento al forum delle banche centrali in corso a Jackson Hole (Usa). Per il numero uno dell'Eurotower, si tratta di capire quanta parte della crescita dei senza lavoro sia attribuibile '''a componenti cicliche ''' e quanto a '''componenti strutturalì'. La componente ciclica della disoccupazione può essere contrastata dal lato della domanda e '''la politica monetaria può giocare un ruolo centrale, che si traduce in una politica accomodante per un prolungato periodo di tempo. Sono fiducioso che il pacchetto di misure che abbiamo annunciato a giugno intende sostenere la domanda e siamo pronti ad ulteriori misure se fossero necessariè'. Poi il capitolo della disoccupazione strutturale, stimabile nell'Eurozona intorno al 9%, sebbene alcune ricerche dicano che era già alta fin dagli anni 70. '''Nessuna politica fiscale o monetaria per quanto espansiva, può bilanciare la necessità di riforme strutturali nell'Eurozonà'.E qui, servono riforme strutturali del '''mercato del lavoro, di quello dei prodottì' ed azioni che migliorino nel complesso l'economia . Due le ricette proposte. La prima servono '''politiche che permettano ai lavoratori che hanno perso il lavoro di ricollocarsi velocemente riducendo il periodo di disoccupazionè'. Un risultato perseguibile con '''la contrattazione dei salari decentralizzata a livello locale in modo da riflettere sia le condizioni locali del mercato del lavoro e sia la produttività'. Poi la '''riduzione delle rigidit dal lato dell'ingresso e dell'uscita dal posto di lavoro ma soprattutto '''la riduzione delle dualità nello stesso mercato del lavorò' tra gli stessi lavoratori. La seconda ricetta riguarda l'aumento della professionalità della forza lavoro che rende meno intensi i periodi di lunga disoccupazione. E questo ha spiegato , Draghi, si riscontra nel fenomeno della disoccupazione giovanile (15-24 anni) '''passata dal 15% del 2007 al 24% del 201. Nei fatti, i giovani meno qualificati rischiano di perdere l'accesso al mercato del lavoro.

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