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pubblicato il 14/apr/2016 15:45

Domani assemblee Fca e Ferrari, gli Agnelli ripartono da Olanda

John e Lapo Elkann in cda Maranello. Addio a Rcs e futuro Fiat

Domani assemblee Fca e Ferrari, gli Agnelli ripartono da Olanda

Amsterdam, 14 apr. (askanews) - Nel regno dei tulipani sboccia una nuova stagione per la famiglia Agnelli, che dalla Fiat novecentesca e torinese è proiettata ormai verso orizzonti sempre più internazionali.

Domani in un lussuoso hotel all'aeroporto di Amsterdam, ci sarà un inedito triplice appuntamento con le assemblee in sequenza di Cnh Industrial, Fca e Ferrari: le tre società separate tra loro negli ultimi anni e ora, con sede legale nei Paesi Bassi, controllate direttamente dalla holding Exor. Per il Cavallino Rampante è la prima volta in Olanda dopo lo scorporo da Fiat-Chrysler a inizio 2016, e la novità principale è l'ingresso in cda di John e Lapo Elkann.

Per Lapo è il debutto in un board così importante, mentre per il fratello maggiore (presidente Fiat dal 2010) è un ulteriore passo avanti nel consolidare il ruolo di erede designato da Gianni Agnelli.

L'Avvocato prese la guida del Lingotto a 45 anni e "Jaki", a 40 appena compiuti, sembra pronto ad assumere anche pubblicamente un ruolo leader nel guidare la galassia in mutamento delle società degli Agnelli. Anche perchè quel 2018 che dovrebbe segnare la fine dell'era di Sergio Marchionne è sempre più vicino.

Le tre assemblee olandesi sono chiamate ad approvare i bilanci annuali e il rinnovo dei cda, con gli azionisti Fca che devono votare anche l'uscita del gruppo da Rcs dopo oltre 40 anni. Una mossa collegata alla nuova alleanza con L'Espresso, che porterà alla nascita del primo gruppo editoriale italiano, con i due grandi quotidiani Repubblica e Stampa. Una fusione che diluirà il controllo sui giornali italiani nell'orbita degli Agnelli, mentre sul versante internazionale l'estate scorsa Exor è diventata il primo azionista dell'Economist con oltre il 40%.

Lo storico addio al Corriere della sera è un'operazione in linea con la strategia di far concentrare Fca sulle attività automobilistiche, ma che forse rivela anche il peso crescente di Elkann nelle strategie aziendali. Un peso esaltato dalla scommessa vincente su PartnerRe, che ha portato a conquistare con una difficile scalata miliardaria il controllo della società di riassicurazione americana. Il doppio scacco matto in pochi mesi, su PartnerRe e l'Economist, ha dimostrato il talento da investitore del presidente di Fca e probabilmente rafforzato la sua figura al vertice della cassaforte di famiglia.

Anche per il futuro di Fiat-Chrysler John Elkann avrà un ruolo sempre più decisivo, soprattutto nel difficile cammino che dovrebbe portare alle nozze con un altro grande costruttore mondiale. Ed è stato proprio ad Amsterdam, all'inizio di dicembre, che è sembrato emergere il nuovo peso assunto dal presidente: alle domande insistenti sulla tanto discussa fusione con General Motors, "Jaki" seduto accanto a Marchionne ha chiarito con decisione che non ci sarebbero state scalate ostili. Un piccolo grande segnale che ha mostrato l'accresciuta autorevolezza dell'ex-rampollo della famiglia torinese.

Il tema alleanze da qualche tempo appare meno urgente, con Fca concentrata sulle vendite di auto e il lancio di nuovi modelli: i risultati in Europa e Usa sono positivi e ci si attende un buon riscontro anche per il decollo dell'Alfa Giulia e del suv Maserati, che stanno facendo ripartire le fabbriche di Cassino e Mirafiori.

Raggiungere gli obiettivi al 2018 è il nuovo imperativo per Marchionne, che potrà consegnare così un gruppo senza debito (5 miliardi a inizio 2016) pronto per un'alleanza globale vantaggiosa per tutti gli azionisti. A quel punto dopo 14 anni terminerebbero le fatiche del manager italo-canadese, che ora sembra destinato a fare anche il Ceo ad interim della Ferrari dopo l'uscita dell'ad Amedeo Felisa.

Nel 2018 potrebbe essere Elkann a prendere le redini del gruppo, traghettandolo a un matrimonio internazionale con una diluizione del controllo da parte di Exor. È uno scenario ipotetico e al momento è difficile prevedere se il partner di Fca sarà americano europeo o asiatico, in un mondo come quello automobilistico in rapida mutazione tra macchine elettriche e guida autonoma. Ma forse al nipote di Gianni Agnelli non dispiacerebbe troppo portare la Fiat in sposa in quell'America a cui il nonno è sempre stato molto legato. In ogni caso, per la dinastia di Villar Perosa sarebbe l'inizio di una nuova epoca.

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