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pubblicato il 06/ott/2011 19:05

Dl sviluppo/ Slitta il varo in Cdm, Pdl insiste su condono

Via libera a decreto entro il 20 ottobre. Nodo tagli ai ministeri

Dl sviluppo/ Slitta il varo in Cdm, Pdl insiste su condono

Roma, 6 ott. (askanews) - Slitta ancora il varo in Consiglio dei ministri del dl sviluppo. Dal vertice del Pdl è emersa la necessità di tempi più lunghi per l'approvazione delle misure per la crescita e il via libera, inizialmente previsto per il 13-14 ottobre, dovrebbe arrivare entro il 20. Invece, la prossima settimana, il governo dovrebbe licenziare il ddl stabilità, la cui scadenza per legge è fissata al 15 ottobre. Intanto, parte del Pdl insiste sull'adozione di un nuovo condono, sulla patrimoniale in versione soft, su interventi sulle pensioni e le dismissioni. Tuttavia, a quanto si apprende da fonti dell'esecutivo, il condono potrebbe essere "un progetto di lungo periodo" ancora "da valutare" ed eventualmente "legare alla riforma fiscale". Nel frattempo, all'interno della maggioranza la discussione su un concordato di massa è già iniziata. Si tratterebbe di un'operazione per sanare le posizioni passate e che potrebbe bypassare il veto della Ue. Per il futuro, invece, si punta a sfruttare la delega fiscale nella quale il governo ipotizza l'entrata in vigore di un concordato preventivo biennale. Questa strada, anche secondo esponenti del Pdl, eviterebbe di varare un condono una-tantum, che inevitabilmente verrebbe stoppato da Bruxelles, ma avvierebbe un progetto di lungo termine. Prima dell'ok al ddl stabilità la prossima settimana, l'esecutivo dovrà risolvere anche la grana dei tagli ai ministeri stabiliti con l'ultima manovra. La stretta da 7 miliardi per l'anno prossimo dovrà essere contabilizzata nel disegno di legge e i dicasteri sono chiamati a rimodulare i propri budget per presentare alla Rgs le proposte su quali capitoli sui quali tagliare. Ma al momento i dicasteri, che avrebbero dovuto presentare le tabelle martedì scorso, non sono ancora pronti ed è iniziato l'inevitabile braccio di ferro con il titolare dell'Economia Giulio Tremonti che tiene stretti i cordoni della borsa. A rischio soprattutto i Fas (fondi per le aree sottoutilizzate) iscritti nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico ma finalizzati a finanziare interventi di competenza di diversi ministeri.

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