sabato 25 febbraio | 19:54
pubblicato il 19/lug/2013 13:18

Dl Fare: sindacati, bene miglioramenti su norme salute e sicurezza

(ASCA) - Roma, 19 lug - ''Le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil valutano positivamente il miglioramento di alcune norme inizialmente previste riguardo alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, effettuato durante l'iter di conversione in legge del cosiddetto decreto del Fare''. E' quanto si legge in una nota unitaria dei segretari confederali di Cgil Cisl Uil, Fabrizio Solari, Luigi Sbarra e Paolo Carcassi. ''Riteniamo pero' necessario - prosegue la nota - evidenziare che alcuni punti scottanti del Dl in oggetto rimangono ancora aperti su temi essenziali per i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto per una giusta attenzione alla prevenzione e alla riduzione di incidenti e malattie professionali''. In particolare, spiegano i tre dirigenti sindacali, ''riteniamo che: la norma 'semplifica' con troppa liberta' l'attestazione della Valutazione del Rischio per le piccole aziende; il parametro dei cinque uomini-giorno rappresenti solo una forma intermedia che non risponde ad alcun valore aggiunto (ancor piu' per l'utilizzo di un parametro numerico inapplicabile); sia ancora aperta la questione delle notifiche obbligatorie alle autorita' competenti riguardo a lavoratori esposti a particolari rischi di elevata dannosita'; sia ancora presente la problematica dei Piani Sicurezza e Coordinamento (Psc) e Piani Operativi di Sicurezza (Pos) per le aziende in edilizia, che statisticamente sono soggette ad alto numero di infortuni e malattie professionali.

Cgil Cisl Uil, inoltre, valutano ''positivamente il recupero della obbligatorieta' dell'informazione degli infortuni mortali e gravi da parte dell'Inail. Nel testo, infatti, si sancisce ora che l'Istituto comunichera' per via telematica alle autorita' di pubblica sicurezza, alle aziende sanitarie locali, alle autorita' portuali, marittime e consolari, alle direzioni territoriali del lavoro e ai corrispondenti uffici della Regione Siciliana e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorio i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore a trenta giorni attraverso il Sistema Informativo Nazionale sulla Prevenzione (Sinp)''.

''Notiamo pero' che a tutt'oggi questo sistema non e' istituito e attivo; occorrera' dunque identificare un'altra forma di trasmissione o incaricare gli istituti territoriali della diffusione delle notizie direttamente ai destinatari in attesa del canale di comunicazione istituzionale. Chiediamo quindi - concludono i sindacalisti - un'ulteriore assunzione di responsabilita' al Parlamento ed al Governo per modificare il provvedimento, affinche' non si producano riduzioni ingiustificate di tutele per i lavoratori e le lavoratrici, oltretutto in contrasto con la legislazione europea vigente''.

com-fch/mau

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