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pubblicato il 08/gen/2013 13:03

Disoccupazione: Cgil, giovanile risultato politica di solo rigore

(ASCA) - Roma, 8 gen - ''Siamo di fronte ad un nuovo e inaccettabile record di disoccupazione dei giovani: un dato che mette in evidenza il fallimento delle politiche di solo rigore che hanno alimentato la recessione e le disuguaglianze e colpito prevalentemente le nuove generazioni, che ormai vedono un sostanziale blocco nell'accesso al lavoro''. Cosi' la Cgil commenta i dati su occupati e disoccupati a novembre scorso diffusi oggi dall'Istat. Solo nell'ultimo anno, spiega la responsabile delle politiche giovanili del sindacato di corso d'Italia, Ilaria Lani, ''la disoccupazione giovanile e' aumentata di oltre 5 punti (tre volte tanto il dato generale) e purtroppo, oltre la retorica, non abbiamo visto alcuna politica mirata di contrasto''.

Secondo la sindacalista ''la condizione giovanile non puo' essere solo un buon argomento da campagna elettorale e chi oggi si candida a governare il Paese deve dire con chiarezza quali misure adottare. L'emergenza dell'occupazione giovanile si affronta con politiche strutturali, capaci rimettere in moto l'economia e creare nuovo lavoro qualificato, attraverso incentivi e investimenti nei settori strategici, valorizzando l'enorme bagaglio di competenze dei giovani''. Inoltre, aggiunge ancora la dirigente sindacale, ''di fronte a questa emergenza, oltre alle politiche per lo sviluppo, servono misure per sostenere i giovani nell'inserimento lavorativo, a partire dall'introdurre da subito, anche in Italia, la 'Garanzia Giovani', recentemente promossa dalla Commissione Europea. Se vogliamo combattere il fenomeno sempre piu' allarmante dei 'Neet' e' necessario che ogni giovane che finisce gli studi sia preso in carico dai servizi all'impiego e gli venga proposto un percorso di orientamento e inserimento al lavoro attraverso l'apprendistato, tirocini di qualita', non lavoro gratuito come accade oggi, corsi formativi realmente qualificanti''. Per la sindacalista ''non e' infatti piu' accettabile che i giovani siano lasciati al loro destino, un destino che soffoca le competenze, ratifica le condizioni sociali e familiari di partenza oppure costringe migliaia di giovani alla fuga''.

red/glr

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