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pubblicato il 24/ott/2013 15:39

Difesa: ex a.d. Eurofighter, non possibile paragone con F-35

Difesa: ex a.d. Eurofighter, non possibile paragone con F-35

(ASCA) - Roma, 24 ott - ''L'Eurofighter non e' paragonabile all'F-35, perche' ogni comparazione tra i due velivoli dipende dai requisiti operativi indicati dal Paese''. Lo ha detto Enzo Casolini, ex amministratore delegato del consorzio Eurofighter, programma che raggruppa Italia, Spagna, Regno Unito e Germania, in audizione presso la IV commissione difesa della Camera nell'ambito di una indagine conoscitiva sui sistemi d'arma destinati alla difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre. Per Casolini ''al 2020 l'Eurofighter ha in corso un programma di miglioramenti biennale e sara' un ottimo aeroplano'' anche ''con caratteristiche di quinta generazione''. Il taglio delle commesse dell'ultima tranche da parte dei paesi membri (per l'Italia si tratta di 25 velivoli) secondo l'ex a.d. del consorzio dovrebbe essere compensato ''con il forte impegno alle attivita' di export, come nel caso del possibile ordine dell'Arabia Saudita per circa 70 aerei''. Rispetto alla sovrapposizione, in termini occupazionali, del programma F-35 con la conclusione del programma Eurofighter, Casolini ha precisato che non e' automatico il passaggio di tutte le risorse impegnate in Italia sull'Eurofighter nell'ambito della commessa F-35 nonostante preveda a Cameri attivita' di assemblaggio e manutentive per l'Europa degli aerei del costruttore Usa Lockheed Martin.

''La questione dell'occupazione - ha detto Casolini - e' legata alla possibilita' dell'industria italiana di accedere al know how dell'F-35. Se ci sara', ci sara' anche un forte indotto''. Un percorso pero' non semplice, quello del trasferimento di tecnologia, che non riguarda solo l'industria ma direttamente i rapporti tra gli Stati Uniti e l'Italia. ''Quattro anni e mezzo fa, come coordinatore delle aziende di Finmeccanica, non e' stato semplice riuscire a far entrare Selex Galileo o Selex Communications nella produzione di elementi di peso del programma JSF - ha concluso Casolini - con Lockheed Martin che ci rispondeva che il governo Usa non lo permetteva. E' questione piu' alta dei semplici rapporti tra la capofila ed il contractor, seppur importante perche' di secondo livello''.

gbt

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