lunedì 20 febbraio | 05:42
pubblicato il 08/apr/2015 19:18

Def, tregua armata sindaci-governo in attesa del confronto

Vertice con Renzi. Fassino: dal 2010 chiesti sacrifici per 17 mld

Def, tregua armata sindaci-governo in attesa del confronto

Roma, 8 apr. (askanews) - Un segnale distensivo per rispondere alle barricate alzate dai Comuni sui ventilati tagli contenuti nel Def è arrivato dalla convocazione per domani mattina di un tavolo a palazzo Chigi fra il premier Matteo Renzi e una delegazione dell'Anci, guidata dal presidente e sindaco di Torino, Piero Fassino. Per i sindaci è "paradossale" che si parli ancora di tagli dopo che si è conclusa da poco la trattativa sulla legge di stabilità. Per Fassino, insomma, il governo ha già tirato la corda chiedendo dal 2010 ad oggi, tra riduzione dei trasferimenti e patto di stabilità, sacrifici per 17 miliardi.

All'ordine del giorno dell'incontro di domani c'è un primo

confronto sul Documento di economia e finanza e sul taglio da un

miliardo di euro riservato dalla legge di stabilità alle città

metropolitane. Da parte dei sindaci c'è anche la richiesta di

restituzione del fondo compensativo Imu-Tasi che vale circa 625

milioni di euro. Di deciso al momento non c'è nulla, ma gia le rassicurazioni di Renzi sull'assenza di nuovi tagli e la convocazione dell'incontro hanno rappresentato una tregua nella tensione fra Anci e governo salita alle stelle negli ultimi giorni. "Non abbiamo dichiarato guerra a nessuno - ha detto il sindaco di Torino - abbiamo posto due questioni molto concrete, perché ogni giorno dobbiamo dirigere dei comuni e dobbiamo sapere come farlo".

Il realtà, il Def 2015 è soltanto un pretesto per ribadire con forza all'esecutivo le proprie richieste. Infatti, i tagli in questione non sono tanto quelli all'orizzonte, quanto quelli già effettuati con la legge stabilità e le ultime manovre. Sul fronte enti locali, infatti, il nuovo Def non contiene altro se non il riordino delle partecipate di cui già si parla da mesi e che dovrebbe diventare operativo con la riforma Madia della pubblica amministrazione. Certo, quando si parla di spending review i sindaci tremano sempre ma questa è una partita che si giocherà in autunno.

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