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pubblicato il 29/set/2014 19:56

Def, domani via libera in Cdm: peggiorano Pil e deficit

Renzi: Rispetteremo tetto 3%. Da Upb ok a nuovo quadro macro (ASCA) - Roma, 29 set 2014 - Domani il Consiglio dei ministri approvera' la Nota di aggiornamento al Def con il nuovo quadro macroeconomico tendenziale che prevede una revisione a ribasso delle stime del Pil. La crescita italiana sara' negativa e dovrebbe attestarsi in un range fra il -0,2 e il -0,4% ben al di sotto della piu' ottimistica previsione dello scorso aprile (+0,8%). D'altronde anche oggi il titolare dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito che il quadro macro e' "peggiorato" e che le stime dei principali organismi internazionali "si sono rivelate eccessivamente ottimistiche". Il segno positivo sulla crescita si vedra' soltanto dal 2015 quando il Pil dovrebbe tornare a viaggiare a ritmi dello 0,5% (nelle vecchie stime era +1,3%). In peggioramento anche il deficit/Pil che dovrebbe attestarsi intorno al 2,8%-2,9% sia quest'anno che il prossimo (nelle precedenti stime nel 2014 il disavanzo si sarebbe dovuto collocare al 2,6%). Tuttavia, il premier Matteo Renzi ha chiarito che sara' rispettato il tetto del 3% perche' "il danno reputazionale dal non rispettarlo sarebbe piu' grave dei vantaggi che avremmo nel superarlo". Si profila invece lo slittamento di un anno del raggiungimento del 'close to balance' (al 2016) e del pareggio di bilancio pieno al 2017. Quanto al debito, per effetto del nuovo metodo di calcolo basato sulle regole europee, dovrebbe essere in calo e attestarsi sotto il 130% del Pil. Il nuovo quadro tendenziale ha incassato il disco verde dell'Ufficio parlamentare di bilancio, la nuova Autorita' sui conti pubblici guidata da Giuseppe Pisauro. Ma oltre al tendenziale, la Nota di aggiornamento al Def conterra' quest'anno anche le previsioni programmatiche che tengono conto dell'impatto delle riforme in cantiere. In pratica, verranno riportati anche gli effetti finanziari delle misure che il governo intende adottare tra cui anche la legge di Stabilita' da approvare entro meta' ottobre e che dovrebbe avere un'entita' fra i 15 e i 20 miliardi di euro. Secondo quanto riferito dallo stesso Renzi tra le misure che entreranno nella ex Finanziaria la possibilita' che il Tfr sia inserito dal 1 gennaio 2015 nelle busta paga dei lavoratori, oltre alla conferma del bonus Irpef da 80 euro.

Padoan ha invece rivelato che sono allo studio del governo nuovi interventi di riduzione del cuneo fiscale.

Gab

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