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pubblicato il 07/apr/2014 20:01

Def: domani il varo, niente tagli lineari a sanita'. Pil 2014 a 0,8%

Def: domani il varo, niente tagli lineari a sanita'. Pil 2014 a 0,8%

(ASCA) - Roma, 7 apr 2014 - Un incontro in mattinata con il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, e nel tardo pomeriggio con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, negli ultimi giorni non ha avuto bisogno dei consueti tweet per far sapere di essere al lavoro ininterrottamente da sabato allo scopo di mettere a punto il Def, il Documento di economia e finanza e il Programma nazionale di riforme che saranno presentati nel Consiglio dei ministri di domani, in programma alle 18. Di sicuro non saranno fatti tagli lineari alla sanita' e le pensioni non saranno toccate, almeno per il momento. Per il resto le notizie ufficiose delle ultime ore confermerebbero quanto trapelato sino ad oggi: nel Def dovrebbero essere riviste al ribasso le stime sul Pil, che passeranno dall'1% allo 0,8% per il 2014, e secondo quanto confermato anche dal vice-ministro all'Economia, Enrico Morando, il tetto europeo del 3% per il rapporto deficit/Pil non sara' sforato, mentre per quanto riguarda la regola del debito e il pareggio di bilancio nel Documento dovrebbe essere contenuto l'impegno del governo a concordare in sede europea soprattutto le questioni che riguardano la tempistica. Attese col Def anche le indicazioni sui tagli di spesa che serviranno per la riduzione di Irpef e Irap. Per riuscire a far trovare a maggio nelle buste paga dei redditi piu' bassi i promessi 80 euro, attraverso le detrazioni Irpef, dovranno essere reperiti 6,6 miliardi. Il provvedimento in materia fiscale sara' pero' messo a punto per la prossima settimana. Sulla natura dei tagli alla spesa, Renzi ha fatto sapere stasera ai giornalisti di dovere attendere la conferenza stampa di domani (alle 19.30), soprattutto per il capitolo degli stipendi ai dirigenti pubblici, ma lo stesso presidente del Consiglio, nei giorni scorsi, ha annunciato una 'sforbiciata' ai cosiddetti enti inutili. Tagli strutturali alla spesa pubblica, quindi, ma anche reperimento di risorse che possano fare da paracadute o integrino i proventi della spending review, come ad esempio il maggiore gettito di Iva che scaturirebbe come effetto dei pagamenti dei debiti della P.A. alle imprese o la riduzione di spesa per gli interessi sul debito a fronte del calo dello spread. sgr/rf/

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