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pubblicato il 10/apr/2013 13:25

Def: deficit/pil 2013 al 2,9%, debito in calo dal 2014 (1 update)

(ASCA) - Roma, 10 apr - Il Def approvato dal consiglio dei ministri conferma il pareggio strutturale dei conti pubblici nel 2013. In termini nominali il disavanzo scendera' lievemente al 2,9% nel 2013 e poi in modo piu' consistente all'1,8% l'anno successivo. In termini strutturali (al netto del ciclo e delle una tantum) invece gia' nel 2013 i conti pubblici raggiungeranno il pareggio grazie al costante miglioramento del saldo primario che nel 2013 si attestera' al 2,5% per crescere costantemente fino al 5,7% nel 2017.

Anche nel 2013 invece continuera' a crescere il debito pubblico. Nel 2012 e' balzato al 127% del pil e nell'anno in corso sfondera' il 130%. Dal 2014 inizira' a scendere attestandosi al 129% per poi proseguire nel trend fino al 117,3% nel 2017.

Il governo sottolinea che il disavanzo nonostante il ciclo sfavorevole rimane sostanzialmnte in linea con le raccomandazioni europee. Inoltre l'esecutivo ricorda gli orientamenti dei Consigli europei di giugno e dicembre 2012, che hanno riconosciuto la necessita' di un risanamento di bilancio differenziato, che permetta di utilizzare gli spazi di flessibilita' controllata per azioni a favore della crescita e dell'occupazione Il Governo italiano, in linea con tale orientamento, ha recentemente adottato un provvedimento d'urgenza in grado di immettere liquidita' nel sistema economico mediante lo sblocco dei pagamenti dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione verso i propri fornitori. Tale misura sarebbe in grado di accelerare la ripresa della domanda gia' a partire dalla seconda meta' dell'anno in corso. Il provvedimento, articolato nel biennio 2013-2014, si caratterizza per la sua connotazione di straordinarieta' e non comporta un allontanamento dal percorso di risanamento finanziario cui il Governo rimane fermamente impegnato. Tenuto conto della necessita' di mantenere il deficit di bilancio stabilmente al di sotto del 3 per cento del PIL anche per gli anni successivi all'abrogazione della procedura dei deficit eccessivi e con un margine giudicato sufficiente, il Governo ha valutato che lo spazio fiscale utilizzabile per l'operazione di accelerazione dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione sia di circa lo 0,5 per cento del PIL.

La minore crescita delle entrate tributarie a partire dal 2015 rispetto agli anni precedenti risente del venir meno del regime dell'IMU ''sperimentale'' e dei coefficienti catastali maggiorati. Qualora la fase sperimentale dell'IMU non dovesse essere confermata, futuri Governi dovranno provvedere alla sostituzione dell'eventuale minor gettito con interventi compensativi. did/

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