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pubblicato il 22/set/2014 17:32

Da Draghi nuovi segnali: pronti a modificare mix misure Bce

Ma anche frecciate: alcuni Paesi usano bonanza solo per spendere (ASCA) - Roma, 22 set 2014 - Il presidente della Bce Mario Draghi ha lanciato messaggi in cui si potrebbe leggere una maggiore apertura ad un programma di acquisti generalizzati anche di titoli di Stato, un Quantitative Easing all'europea. Ribadendo che il Consiglio direttivo resta "pienamente determinato a contrastare" i rischi legati all'inflazione troppo bassa, Draghi ha ripetuto "siamo pronti ad avvalersi di ulteriori strumenti non convenzionali nell'ambito del nostro mandato". Ma poi ha aggiunto una novita' significativa al gergo tecnico che da mesi utilizza su queste tematiche.

Ora infatti il direttorio Bce e' anche "pronto ad alterare la mole, e, o la composizione del nostro intervento non convenzionale, se dovesse rendersi necessario a gestire ulteriormente i rischi di un periodo eccessivamente protratto di bassa inflazione". Si tratta del riferimento piu' esplicito, nelle ultime settimane da parte del capo della Bce, alla possibilita' che il mix di misure finora decise non sia sufficiente a centrare l'obiettivo ufficiale, ovvero di favorire un ritorno dell'inflazione a valori inferiori ma vicino al 2 per cento, a fronte dello 0,4 per cento attuale. Il tutto mentre la ripresa economica sta "perdendo slancio", alla Bce, dove si e' consapevoli dei rischi legati al protrarsi di una linea morbida, al momento non si ravvedono "segni di bolle o eccessi" nella finanza.

A inizio settembre la Bce ha nuovamente tagliato i tassi di interesse di Eurolandia, praticamente azzerandoli, mentre la scorsa settimana ha effettuato la prima asta di nuovi rifinaziamenti di lungo termine alle banche (Tltro), volti a favorire il credito all'economia reale. Ad ottobre poi annuncera' i dettagli di un piano gia' deciso di acquisti di titoli cartolarizzati da prestiti bancari (Abs) e obbligazioni garantite.

Il tutto allo scopo di riportare la mole del suo stesso bilancio a livelli simili al picco toccato a inizio 2012, che e' di circa 1.000 miliardi di euro superiore rispetto ai valori attuali.

Questo con l'obiettivo di creare le condizioni per favorire una ripresa di economia e prezzi. Ma da tempo circolano ipotesi secondo cui per ottenere un risultato simile la Bce dovra' per forza anche avviare un programma di QE, su titoli anche pubblici.

Sempre oggi, infine, Draghi ha ribadito che nessuno stimolo monetario, ne' di bilancio, potra' sortire effetti se non accompagnato da riforme strutturali da parte dei paesi. Ha precisato che su questo "non c'e' nessun negoziato" fatto di do ut des con i governi. Ma ha anche usato toni duri: "Che fine hanno fatto - ha chiesto retoricamente - gli immensi risparmi che i Paesi dell'area euro hanno potuto avere grazie alle misure prese dalla Bce? Molto danaro e' stato risparmiato" sul rifinanziamento dei debiti pubblici nazionali.

"In alcuni paesi e' stato impegnato su buoni fini, che negli anni daranno i loro frutti. In altri - ha accusato Draghi - e' stato semplicemente usato per finanziare spesa pubblica".

Voz

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