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pubblicato il 06/mar/2015 12:50

Crollo export agroalimentare italiano in Russia: -38% nel 2014

Studio: calo di 4 miliardi di euro, "molto sostanzioso"

Crollo export agroalimentare italiano in Russia: -38% nel 2014

Mosca, 6 mar. (askanews) - Le sanzioni pesano nei rapporti commerciali italo-russi, soprattutto in ambito agroalimentare, con un crollo delle esportazioni italiane verso la Russia nei settori colpiti dalle sanzioni di almeno il -38%. Lo dice uno studio dell'International Research Network, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, che sottolinea: "I volumi nei primi undici mesi del 2014 sono scesi a 24 miliardi di euro circa, dai 28,2 miliardi di euro nello stesso periodo del 2013 (-15,1%)" si legge nel documento che ha avuto in esclusiva askanews. "Il calo ha riguardato sia le importazioni italiane dalla Russia (-17,0%) scese a 15,1 miliardi nei primi undici mesi del 2014 da 18,2 miliardi di euro nello stesso periodo del 2013, sia le esportazioni italiane verso la Russia (-11,7%) passate, nei due periodi, a 8,8 miliardi da 10,0 miliardi di euro".

In ambito agroalimentare, i dati sul commercio estero italiano evidenziano "un crollo" del "38% nel periodo gennaio- novembre 2014 rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente, particolarmente sostenuto se si tiene conto che le sanzioni sono state adottate solo a settembre", si legge nello studio. "Si tratta nello specifico dei comparti lattiero caseari, della carne e dell'orto frutta, i quali, presenti nell'interscambio italo-russo con quote ancora contenute (circa l'1% del totale esportato in Russia nei primi undici mesi del 2014), mostravano prima dell'introduzione delle sanzioni spazi interessanti di crescita".

Più in generale nel 2014 anche l'interscambio commerciale russo ha risentito pesantemente dell'effetto congiunto delle sanzioni, del calo del prezzo del petrolio e della modesta dinamica dell'economia in Area Ue. Dati ancora provvisori sul 2014 segnalano, in parallelo ai dati sul commercio multilaterale, una diminuzione degli scambi anche tra Italia e Russia.

Confrontando i saldi settoriali italiani nei primi undici mesi del 2014 con quelli dello stesso periodo del 2013, si nota un calo significativo del deficit dei prodotti minerari (da 12,5 a 9,9 miliardi di euro) e, in misura minore, di quello dei prodotti petroliferi raffinati (da 3,3 a 2,5 miliardi di euro), sui quali ha in parte inciso la discesa del prezzo del petrolio, oltre alla persistente congiuntura negativa italiana. In flessione è risultato tuttavia anche il surplus dei prodotti tessili e dell'abbigliamento (da 2,1 a 1,7 miliardi di euro) e degli apparecchi elettrici ed elettronici, macchinari meccanici e mezzi di trasporto (nel complesso scesi da 4,1 a 3,4 miliardi di euro), su cui ha pesato la caduta della domanda russa. In aumento invece, seppur marginalmente, il saldo positivo dei prodotti alimentari (nel loro complesso) e degli articoli farmaceutici.

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