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pubblicato il 08/lug/2012 12:24

Crisi/Visco:Monti sulla strada giusta, ora piano per la crescita

No colpi secchi su debito. Solo 200 punti spread dipendono da noi

Crisi/Visco:Monti sulla strada giusta, ora piano per la crescita

Roma, 8 lug. (askanews) - I 470 punti di spread tra Btp e Bund per due quinti sono "colpa nostra, del nostro debito pubblico, della nostra scarsa competitività, della bassa crescita potenziale" ma "il resto è un premio al rischio che lo Stato italiano paga per il timore del sottoscrittore dei suoi titoli che a un certo punto la moneta unica non ci sia più". Il che "è come se la Germania ricevesse un sussidio dagli investitori internazionali". Lo ha sottolineato il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, fra l'altro, in una intervista al 'Corriere della sera' , confidando che seppure è vero che "oggi le previsioni di consenso indicano che il Pil scendera grossomodo del 2%", l'Italia "alla fine dell'anno possa rivedere una luce in fondo al tunnel, se la situazione non peggiora ulteriormente, se il rischio sui tassi si riduce, se la soluzione della crisi è condivisa a livello europeo". Visco ha posto ancora in evidenza come "l'inflazione nell'eurozona diminuisce rapidamente e scenderà al di sotto del 2 per cento nei prossimi mesi" consentendo al nostro Paese "un impulso positivo". Ma questo "non riduce certo l'esigenza di proseguire nell'opera di risanamento e riforma strutturale". E se a giudizio del Governatore il Governo Montio "è sulla strada giusta" deve ora "insistere il più possibile sui tagli alla spesa" per arrivare ad abbassare le tasse ma senza pensare allam riduzione del debito con un "colpo secco molto difficile da attuare" . Quanto al taglio dei tassi allo 0,75% deciso giovedì scorso dalla Bce, per Visco "sono misure convenzionali di politica monetaria che tengono conto di una congiuntura internazionale che si sta deteriorando". Con la sottolineatura che "non vanno male solo i Paesi del Sud dell'Europa, tra cui noi, rallenta la Germania, la stessa Cina. E gli Stati Uniti hanno di fronte la vera grande incognita dell'economia mondiale, il fiscal clif, ovvero il pacchetto di tagli alla spesa e nuove tasse di fine anno il chevale quattro punti di prodotto lordo, detto brutalmente". "La politca si ponga la domanda di chi verra dopo Monti e mostri l'ambizione di costruire ideali, di disegnare prospettive di crescita", ha quindi esortato Visco indicando due "progetti-Paese" per il rilancio della crescita. Ovvero "un piano di manutenzione immobiliare dell'Italia, cura del territorio e terapia contro il dissesto idrogeologico" per il quale " i soldi si trovano" dando "gli incentivi giusti soprattutto a chi ha cura della messa in sicurezza dell'ambiente e della sua estetica, come purtroppo i terremoti insegnan. E quello di "uno sportello unico per gli investimenti esteri" che aiuti a risolvere i problemi amministrativi, legali, tributari, e che dia garanzie agli imprenditori singoli, piu che alle multinazionali, contro la burocrazia e la corruzione".

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