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pubblicato il 07/feb/2011 09:35

Crisi/Marcegaglia al Giornale: Da 2009 chiedo politiche crescita

Riformare la Carta non basta, servono risorse

Crisi/Marcegaglia al Giornale: Da 2009 chiedo politiche crescita

Roma, 7 feb. (askanews) - E' dal 2009 che Confindustria chiede politiche per la crescita. Lo scrive la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in una lettera inviata al Giornale in risposta all'editoriale di ieri di Giuliano Ferrara. Secondo Marcegaglia, "riformare la Carta non basta, servono risorse per le infrastrutture e ricerca e meno tasse per dipendenti e imprese". "Confindustria - afferma - è da fine 2009 che chiede instancabilmente che questo e solo questo, il sostegno alla crescita troppo bassa da 15 anni prima della crisi e troppo bassa ora che ne stiamo faticosamente uscendo, sia la priorità politica per il governo come per opposizione. All'Assemblea annuale dello scorso maggio abbiamo presentato al Governo l'agenda Italia 2015 fitta di proposte concrete". "Il mio primo dovere - sostiene - è di evitare ogni collateralismo verso ogni parte politica. Ora come ora non posso che guardare con grande favore alla svolta preannunciata per il consiglio dei ministri di questa settimana. Ma è la politica ad aver perso tempo a essersi dedicata ad altro, ad aver perso credibilità. Il nostro auspicio è che vengano varate misure chiare e vere. La riforma dell'articolo 41 della Costituzione è un manifesto utile, ma per tornare a una crescita superiore al 2% serve di più l'immediato sblocco dei fondi già stanziati per gli investimenti in infrastrutture e per la ricerca; serve una vera riforma fiscale che abbatta le tasse a lavoratori e imprese; serve infine un forte piano di liberalizzazioni. Quel che le imprese chiedono al governo è di mostrare coi fatti di essere in grado di darla davvero, la più grande frustata all'economia italiana che ci viene oggi annunciata". Infine Marcegalgia torna sulla polemica dei costi della Festa del 17 marzo che, dice "così come congegnata costa 4 miliardi di aggravi aggiuntivi per le imprese , sono un onere pesante e se togliamo le somme giustamente e meritoriamente stanziate dal governo per l'estensione degli ammortizzatori sociali nella crisi 4 miliardi sono più di quanto negli ultimi due anni è stato destinato alle aziende per ricerca e investimenti".

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