mercoledì 07 dicembre | 11:38
pubblicato il 10/lug/2013 16:33

Crisi:Adusbef-Federconsumatori, sospetto tempismo Standard & Poor's

(ASCA) - Roma, 10 lug - ''L'ennesimo declassamento sull' affidabilita' dell'Italia a BBB da S&P (due gradini dal livello spazzatura), scelto con sospetto tempismo nella fase piu' delicata ed a pochi giorni dalla chiusura della procedura di infrazione europea per deficit eccessivo; le richieste di mantenere l'Imu prima casa ed il contestuale aumento Iva al 22%, non rappresentano solo ingerenze nella sovranita' dello Stato da parte di un'entita' privata che vede nel proprio azionariato banche e fondi speculativi, ma anche coincidenze sospette con analoghi diktat della troika, in particolare del FMI, dovrebbero indurre il Governo e l'Europa ad una dura reazione, che finora non e' stata registrata''. Lo affermano Adusbef e Federconsumatori, che ''hanno mandato sotto processo a Trani S&P, con richiesta di costituzione di parte civile, e che ricordano ancora una volta i report non sempre attendibili emessi in particolare da S&P, che nei crack Parmalat, Enron, Lehman Brothers, hanno invece giudicato tali societa' con la pagella della massima affidabilita' a pochi giorni dal loro dissesto finanziario per insolvenza''.

Secondo quanto riportato da Adusbef e Federconsumatori, ''dalle carte della corposa inchiesta della Procura di Trani, corredata dalle intercettazioni telefoniche tra la sede di Milano e quella di New York di Standard & Poor's, trascritte ed allegate agli atti, emergono illecite condotte criminali delle agenzie di rating, non soltanto per manipolazioni continuate e pluriaggravate del mercato, a partire dal maggio 2011, ma un vero e proprio disegno criminoso per un sistematico attacco portato contro l'Italia, appositamente scelto nei momenti di maggiore debolezza, anche con la finalita' di indebolire la moneta unica europea, destabilizzando l'euro''. ''Ad incastrare infatti l'Agenzia di rating oltre alle perizie ed alle consulenze, ci sono compromettenti intercettazioni telefoniche'', secondo le due associazioni.

Adusbef e Federconsumatori ''chiedono ancora una volta ai Governi normative chiare e sanzioni penali piu' rigorose, contro le Agenzie di Rating, che fanno profitti sulla pelle dei risparmiatori''.

ram

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