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pubblicato il 09/feb/2013 11:32

Crisi: Visco, usciremo dal tunnel nella seconda meta' del 2013

Crisi: Visco, usciremo dal tunnel nella seconda meta' del 2013

(ASCA) - Bergamo, 9 feb - ''La caduta dell'attivita' potrebbe arrestarsi nel corso del secondo semestre del 2013, con un ritorno a ritmi di crescita modesti e con margini di incertezza elevati. Non mi dilunghero' sulle forze che potranno dar vita alla ripresa, ne' sui fattori di rischio di questo scenario''. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, intervenuto a Bergamo, al 19esimo congresso Forex-Assiom. ''E' cruciale - sottolinea Visco - che proseguano e si rafforzino i progressi realizzati nel mercato del debito sovrano. Essi hanno fatto seguito all'annuncio di nuove modalita' di intervento della BCE sul mercato secondario dei titoli di Stato (le Outright Monetary Transactions, OMT), che e' stato accompagnato e reso possibile da una profonda revisione della governance economica europea, dalla finalizzazione degli accordi per l'assistenza alla Grecia, dalla definizione e attuazione di programmi di consolidamento dei conti pubblici e di riforma nei paesi investiti dalle tensioni finanziarie''. Poi un monito: ''L'Italia non deve abbassare la guardia. L'attenzione degli investitori internazionali continua, giustamente, a concentrarsi sulla nostra capacita' di preservare l'equilibrio dei conti pubblici e di perseguire, con determinazione, l'innalzamento del potenziale di sviluppo. Il riemergere periodico di tensioni ci ricorda la fragilita' della situazione''. Visco, in particolare, ha sottolineato che ''il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi resta al di sopra dei valori coerenti con le condizioni di fondo della nostra economia. La sua ulteriore riduzione potra' facilitare la raccolta delle banche e la ripresa dell'erogazione del credito all'economia a condizioni piu' vantaggiose. Va perseguito con ancora maggiore decisione il ritorno a una crescita bilanciata e sostenuta della nostra economia''. Quanto ai conti pubblici, ''il mantenimento dell'equilibrio e' la precondizione, non l'ostacolo'', alla crescita. ''Solo la piena attuazione di un disegno di riforma organico, certamente impegnativo, potra' garantire i necessari guadagni di competitivita' e con essi favorire il recupero dell'occupazione''. Visco ha inoltre sottolineato che ''i suoi punti fondanti sono stati da tempo individuati: dobbiamo investire in conoscenza, ottenere servizi pubblici e privati di migliore qualita', contrastare l'illegalita', promuovere la concorrenza. Il cammino e' appena iniziato, va proseguito con convinzione, consapevoli delle responsabilita' di ciascuno ma fiduciosi nelle possibilita' di noi tutti''. Ancora sulla crisi, Visco ha rilevato che ''l'Italia non si e' ancora lasciata alle spalle gli effetti della crisi finanziaria e delle due recessioni che l'hanno accompagnata. La nuova flessione dell'attivita' economica, iniziata a meta' del 2011, ha annullato il parziale recupero registrato dopo il 2009: il prodotto interno lordo e' ridisceso su un livello di circa 7 punti percentuali piu' basso di quello precedente la crisi; in cinque anni la produzione industriale e gli investimenti fissi lordi sono scesi di quasi un quarto, il numero di occupati di oltre mezzo milione. La caduta dell'attivita' potrebbe arrestarsi nel corso del secondo semestre del 2013, con un ritorno a ritmi di crescita modesti e con margini di incertezza elevati''. In questa lunga crisi, ''i prestiti bancari al settore privato non finanziario si sono ridotti di 38 miliardi nell'insieme del 2012. La flessione ha riguardato soprattutto i finanziamenti alle imprese. L'attivita' di prestito e' condizionata dalla recessione. Da un lato, il calo della produzione e degli investimenti si e' riflesso in una riduzione della domanda, dall'altro, il livello elevato dei prestiti deteriorati ha accresciuto i rischi per gli intermediari'', ha detto Visco, rilevando che ''senza le misure di rifinanziamento a lungo termine decise dalla BCE la contrazione del credito sarebbe stata rovinosa''. I risultati dell'indagine trimestrale sul credito bancario (Bank Lending Survey), confermati dai sondaggi presso le imprese, indicano infatti ''che le condizioni di offerta di prestiti sono significativamente migliorate rispetto alla straordinaria restrizione registrata alla fine del 2011, senza pero' normalizzarsi. L'offerta e' ancora adesso frenata dall'elevato rischio di credito, in relazione soprattutto all'indebolimento dei bilanci delle imprese. Pur se in riduzione rispetto alla fine del 2011, il costo del credito a famiglie e imprese resta, anche per questo motivo, piu' alto di quello osservato nella media dell'area dell'euro; vi influisce il divario, tuttora presente, nel costo della raccolta''. Dall'inizio della crisi sono stati introdotti importanti provvedimenti per il sostegno del credito alle imprese, soprattutto quelle di minore dimensione, dice poi Visco. ''Il Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese rafforzato durante la crisi, garantiva quasi 14 miliardi di crediti alla fine del 2012; le due moratorie concordate tra il Governo, l'ABI e le associazioni delle imprese - ha concluso - hanno interessato sospensioni di rimborsi per quasi 17 miliardi; la Cassa Depositi e Prestiti ha messo a disposizione delle banche 18 miliardi per la concessione di finanziamenti alle PMI''. Per Visco, inoltre, ''l'ammontare delle risorse impiegate e' rilevante''. Queste misure, dice, ''hanno facilitato l'accesso al credito di un numero elevato di imprese. Un loro eventuale rafforzamento dovra' mirare a sostenere le imprese piu' dinamiche e innovative, che piu' potranno contribuire alla ripresa economica''. ram/mau

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