martedì 17 gennaio | 01:52
pubblicato il 08/feb/2014 12:24

Crisi: Visco, ripresa debole. Serve ogni sforzo per sollevare la domanda

Crisi: Visco, ripresa debole. Serve ogni sforzo per sollevare la domanda

(ASCA) - Roma, 8 feb 2014 - 'Nell'insieme la ripresa appare ancora debole e incerta''. Cosi' il governatore della banca d'Italia Ignazio Visco, nel suo intervento al congresso Assiom-Forex. Percio' ''ogni sforzo, sul piano nazionale e su quello europeo - ha detto - va indirizzato a sollevare la domanda favorendo, in una visione condivisa di piu' chiare prospettive future, la creazione di nuove opportunita' di lavoro, l'accumulazione di capitale, un'innovazione volta a ottenere guadagni di produttivita' da trasferire sui redditi''. Alle difficolta', politiche e sociali, di questo percorso ''si accompagnano - ha messo in luce - rischi da considerare con attenzione specifica. Oltre all'evoluzione del quadro internazionale, quelli principali riguardano la dinamica dei prezzi, le condizioni del mercato dei debiti sovrani, l'accesso al credito''. ''I rischi restano elevati'', ha ribadito Visco spiegando che ''la riduzione delle tensioni nell'area dell'euro riflette i progressi nella governance dell'Unione europea, la determinazione della politica monetaria a mantenere condizioni accomodanti, la correzione degli squilibri nazionali, con miglioramenti importanti nei paesi piu' colpiti dalla crisi''. Di fronte ad una platea di banchieri ed esperti di borsa, Visco ha rilevato che ''tensioni sui mercati internazionali, manifestatesi gia' lo scorso anno dopo il primo annuncio della graduale riduzione degli acquisti di titoli da parte della Federal Reserve, si sono ripresentate nelle ultime settimane, acuite da segnali di rallentamento dell'attivita' in Cina. Ne hanno risentito le economie emergenti, soprattutto quelle con problemi strutturali e di finanziamento a breve termine''. Visco ha sottolineato ancora che nell'area dell'euro la crescita ''ha ritmi contenuti'', e si delinea in ''misura diseguale''. In particolare ''ancora stenta la domanda interna''. Secondo Bankitalia infatti i consumi delle famiglie sono frenati dalla ''persistente debolezza del mercato del lavoro, e dell'insufficiente dinamica dei redditi''. ''Negli ultimi mesi - ha ricordato - sono emersi primi segnali di stabilizzazione dell'occupazione e di aumento delle ore lavorate. Ma il tasso di disoccupazione ha raggiunto un livello prossimo al 13 per cento, il doppio di quello prevalente prima della crisi e il piu' elevato da quando e' iniziata, negli anni cinquanta, la rilevazione''. ''Dato l'ampio ricorso alla Cassa integrazione guadagni, e considerando anche i cambiamenti di piu' lungo periodo determinati dall'innovazione tecnologica, l'occupazione - ha detto Visco - rischia di tornare a crescere lentamente e con ritardo rispetto alla ripresa dell'attivita'''. Come in altri paesi, ''il forte e protratto calo dell'attivita' economica - ha sottolineato quindi il governatore - ha pesato in misura maggiore sui giovani: il tasso di occupazione per quelli di eta' compresa tra i 15 e i 24 anni, escludendo gli studenti dalla popolazione di riferimento, e' sceso al 43 per cento, dal 61 del 2007; dal 74 al 66 per cento per la classe di eta' dai 25 ai 34 anni''. Ora, la ricetta e', per Visco, meno tasse e tagli selettivi alla spesa: e' necessario un sostegno ai redditi dei lavoratori espulsi dai processi produttivi tradizionali. ''Soprattutto nelle circostanze attuali - rimarca il governatore -, segnate da profonde trasformazioni, la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione, accompagnata da tagli selettivi di spesa che riducano gli sprechi, e da interventi volti a rendere piu' efficiente l'amministrazione pubblica, puo' essere determinante per la capacita' del sistema di affrontare i cambiamenti necessari''. Davanti a banchieri ed esperti di finanza, Visco rileva che ''meccanismi di sostegno al reddito e di riqualificazione e riallocamento dei lavoratori espulsi dai processi produttivi tradizionali dovranno tutelare le esigenze di chi si trovera' in condizioni di svantaggio nel breve periodo''. Infine, Visco insiste sull'importanza di proseguire sulla strada delle riforme: ''La fiducia faticosamente riguadagnata non deve essere indebolita dal riaccendersi dei timori sulla risolutezza dell'Italia, e di tutti i paesi dell'area dell'euro, a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilita'. Ne sarebbe ostacolato - afferma - il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, con inevitabili riflessi sul costo del capitale e sugli investimenti delle imprese''. Per Visco ''si tratta di un sentiero stretto'', che richiede ''cambiamenti rispetto ai quali resta da compiere larga parte del necessario aggiustamento strutturale''. ram/mau

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