venerdì 02 dicembre | 23:23
pubblicato il 02/ago/2011 05:14

Crisi/ Vertice con governo giovedì, pressing imprese e sindacati

Liberalizzazioni, costi politica, tasse. Sacconi: agenda 5 punti

Crisi/ Vertice con governo giovedì, pressing imprese e sindacati

Roma, 2 ago. (askanews) - Un segnale di discontinuità per evitare di finire in una situazione insostenibile per il paese. Un segnale da dare subito, perchè i mercati finanziari non danno tregua e lo spread Btp-Bund vola a livelli record, aggravando l'onere di finanziamento del debito pubblico e aumentando il costo del denaro per famiglie e imprese. Con questa richiesta forte le parti sociali andranno giovedì all'incontro con il governo (e poi con le opposizioni), affermando l'urgenza di un patto per la crescita con "una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti". E le proposte saranno ad ampio raggio, dalle liberalizzazioni al taglio dei costi della politica, fino alla riduzione delle tasse sul lavoro. Un menù su cui l'esecutivo ha mostrato una prima disponibilità con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che punta ad avviare il confronto partendo da un'agenda di cinque punti. L'incontro di giovedì arriva a una settimana dall'appello comune, inedito e dai toni allarmanti, lanciato da banchieri, industriali e sindacati preoccupati per l'andamento sempre peggiore dei mercati finanziari. Un appello in un primo momento accolto con freddezza dall'esecutivo, ma negli ultimi giorni il pressing è aumentato sempre più, anche con le opposizioni a incalzare il governo. E così giovedì si andrà al confronto, per cercare un'intesa su "un progetto di crescita del paese", per garantire "la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione". Se per Confindustria e Confcommercio le liberalizzazioni devono essere il primo punto, l'Abi chiede un rilancio "inequivoco" della credibilità sui mercati, mentre per la Confesercenti è necessario abolire le Province e per Confartigianato e Confagricoltura va abbattuto il costo della burocrazia. La Cgil invece ritiene urgente ridurre le tasse su lavoratori e imprese, spostando il peso del fisco su rendite e patrimoni, mentre la Cisl vuole adeguare i costi della politica agli standard europei. Un elenco di richieste ampio e articolato (ma la lista è molto più lunga), cui il governo dovrà rispondere cercando di mettere insieme e far coesistere le diverse istanze. Sacconi intanto ha provato a indicare le priorità del confronto, proponendo un'agenda in 5 punti su cui concentrarsi. E quindi - secondo il ministro - bisognerà discutere della riduzione delle tasse con il ddl delega, di privatizzazioni e liberalizzazioni, di relazioni industriali, di ammortizzatori sociali e Statuto dei lavori, e del taglio dei costi della politica. Per le parti sociali, però, la parola d'ordine dovrà essere "discontinuità".

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